SYDNEY – È morto in ospedale il bambino di 11 anni rimasto gravemente ferito lunedì pomeriggio da un colpo d’arma da fuoco in un appartamento di Norwest, nel nord-ovest di Sydney.

I paramedici lo avevano trasportato d’urgenza in condizioni critiche, dopo aver riscontrato ferite al volto e al collo. La polizia del New South Wales ha confermato che il bambino è deceduto intorno alle 20 di ieri.

Quando gli agenti erano arrivati nell’appartamento avevano trovato, oltre al bambino, quattro uomini di 18 anni e una donna di 44 anni. Tre giovani erano stati arrestati: uno è stato accusato di aver occultato informazioni relative a un grave reato perseguibile, mentre gli altri due sono stati rilasciati in attesa di ulteriori accertamenti.

Secondo gli inquirenti, diverse persone si trovavano nell’appartamento prima dell’arrivo della polizia. Gli agenti stanno verificando anche eventuali collegamenti con la criminalità organizzata tra alcuni dei presenti.

“Un certo numero di persone che si trovavano nell’appartamento sono ben note alla polizia del New South Wales e le loro associazioni con la criminalità organizzata vengono prese in considerazione dagli investigatori”, aveva dichiarato martedì la sovrintendente Naomi Moore.

Moore aveva aggiunto che nessuna ipotesi era stata esclusa sulle circostanze dell’accaduto e che, allo stato attuale, la polizia non stava necessariamente cercando un singolo autore materiale.

L’arma utilizzata non è stata ancora ritrovata. Alcuni residenti hanno riferito di aver visto agenti impegnati nelle ricerche in un parco e in un corso d’acqua nelle vicinanze del complesso residenziale.

La natura dell’incontro all’interno dell’appartamento resta uno degli aspetti centrali dell’indagine. La polizia ha inoltre riferito che alcune delle persone presenti non starebbero collaborando con gli investigatori.

Il giovane accusato di occultamento, Isaac Bechara, è comparso in tribunale martedì, dove gli è stata formalmente negata la libertà su cauzione. Il procedimento tornerà dinanzi ai giudici il mese prossimo.

La polizia ha anche confermato di aver avuto in passato contatti con la famiglia del bambino.

Il premier del New South Wales Chris Minns ha definito l’episodio “incredibilmente angosciante” e un tragico promemoria della pericolosità delle armi da fuoco, sottolineando come spesso a pagarne le conseguenze siano persone innocenti.