COSENZA - La famiglia di Mohamed Amin Bessioud, il venticinquenne di origine tunisina e cittadino italiano morto a Cosenza durante una perquisizione dei carabinieri nella sua abitazione, chiede chiarezza sulla gestione dell’intervento. Il giovane si è tolto la vita lanciandosi dalla terrazza di casa, dopo essere stato ammanettato per un piccolo quantitativo di hashish trovato nella sua camera.
L’avvocato Osvaldo Rocca, legale della famiglia, sostiene che il ragazzo fosse in una condizione di forte fragilità psicologica. “Serve una riflessione sull’adeguatezza delle regole di intervento delle forze dell’ordine in contesti di particolare fragilità”, ha detto. Secondo il legale, Mohamed Amin era “visibilmente agitato, tremava e piangeva” e aveva alle spalle un precedente tentativo di suicidio.
Per Rocca, in quel momento sarebbero state necessarie cautele diverse, “come avvisare i sanitari del 118 o far entrare la madre per farlo calmare”. Il venticinquenne, ai domiciliari per piccolo spaccio e uso di sostanze stupefacenti, stava seguendo un percorso di recupero con il Ser.D e i servizi sociali. La sua fragilità, secondo la famiglia, si era aggravata dopo un periodo di detenzione in carcere.
“Non parliamo di un profilo criminale di spessore, ma di un ragazzo problematico che necessitava di supporto”, ha aggiunto l’avvocato, che ritiene che la pressione e le modalità verbali dell’intervento possano avere agito “da innesco” su una persona già vulnerabile. La Procura dovrebbe disporre l’autopsia sul corpo del giovane.
Al momento non è emerso se il caso sia stato iscritto nel registro “modello 45-bis”, previsto per le annotazioni preliminari nei procedimenti che coinvolgono le forze dell’ordine.
La madre del venticinquenne, che ha assistito alla scena, è stata soccorsa dopo un grave malore e una crisi d’ansia. Sopraffatta dal dolore, ha minacciato di lanciarsi dal balcone dello stesso appartamento di via dei Mille. I familiari hanno chiamato il 118 e i sanitari l’hanno affidata agli operatori del Centro di salute mentale, prima del trasferimento al pronto soccorso dell’ospedale Annunziata per accertamenti.