“Il lavoro di Enrico Taglietti in Australia non è stato un'esportazione del modello italiano, ma un dialogo che ha permesso alle idee di trasformarsi nel nuovo contesto”.
È nelle parole di Chiara Mauri, console generale d'Italia a Melbourne, la chiave di lettura della seconda edizione di Style Synergy, l'iniziativa della Camera di Commercio Italiana in Victoria e Tasmania dedicata al rapporto tra le due città gemellate. Melbourne and Milan in Conversation si è svolto venerdì 28 agosto a Carlton, con City of Melbourne come presenting partner e Global Victoria come supporting partner, in collaborazione con il Consolato e l'Università di Melbourne. Sponsor dell'evento Leonardo Australia, MAPEI Australia, Lendlease e UNOX CASA.
La serata si è aperta con una visita alla mostra Taglietti, Life in Design, alla Melbourne School of Design nell'ultimo giorno di apertura. A guidare il pubblico tra i progetti dell'architetto italiano è stato Philip Goad, presidente del dipartimento di Architecture, Building and Planning dell'Università di Melbourne. La visita ha ripercorso la formazione milanese di Taglietti e il suo arrivo in Australia negli anni Cinquanta, mostrando come la sua architettura sia diventata parte del paesaggio australiano senza perdere il legame con la cultura progettuale italiana. La conversazione è proseguita con il panel Designing the Sustainable City: From Human-Centred Architecture to Low-Carbon Urban Future.
Il confronto ha messo in luce analogie e differenze tra le due città: dal Corso Sempione ai grandi viali melburniani, come Royal Parade e Victoria Parade, fino alla cultura delle laneway.
Elisabetta Giannini AM, principal di MGS Architects, ha indicato nella tradizionale tipologia residenziale milanese a corte un possibile riferimento per Melbourne, in alternativa alla prevalenza delle torri puntiformi.
Sul fronte ambientale, James Wewer, responsabile della sostenibilità di Lendlease, ha portato l'esempio di Forte, edificio residenziale di Docklands realizzato in legno lamellare e progettato senza posti auto. Una scelta inizialmente considerata rischiosa, ma che si è rivelata vincente: gli appartamenti furono venduti immediatamente.
Davide Carpenito di MAPEI Australia ha annunciato l'apertura a Truganina di un nuovo stabilimento da 60 milioni di dollari, destinato a diventare il più grande dell'azienda nell'area Asia-Pacifico, sottolineando la sfida di ridurre le emissioni della produzione di cemento mantenendone le prestazioni.
La discussione si è poi spostata sull'accessibilità abitativa. Dal pubblico, il consigliere comunale Rafael Camillo ha osservato come appartamenti costruiti negli anni Settanta possano oggi essere venduti a prezzi superiori rispetto a edifici più recenti.
A chiudere la serata è stata Veronica Misciattelli, segretaria generale della Camera di Commercio Italiana in Victoria e Tasmania, milanese di origine. La sua riflessione ha riportato il dibattito alla dimensione quotidiana dell'abitare, attraverso l'immagine della casa di ringhiera: un modello in cui il ballatoio condiviso diventa luogo di incontro e comunità.
È forse proprio qui che il dialogo tra Melbourne e Milano trova il suo punto più interessante: non nella semplice esportazione di un modello urbano, ma nella possibilità di riconoscere esperienze comuni e trasformarle in nuove risposte. Una conversazione che parte dall'architettura, ma arriva fino al modo in cui le persone scelgono di vivere la città.