ROMA - Tony D’Amico è ufficialmente il nuovo direttore sportivo della Roma. Si presenta forte di un feeling tecnico con Gian Piero Gasperini che al suo predecessore, Ricky Massara, è mancato.

Non ha ancora assunto formalmente la carica (lo farà dal 1° luglio e prima di quel giorno la delega sarà nelle mani di Maurizio Lombardo), ma nuove strategie, idee e obiettivi gravitano già attorno al pianeta Trigoria, dove la deadline del 30 giugno pende inesorabile. È la prima doppia sfida che attende la nuova direzione sportiva romanista alle porte di una stagione da Champions League.

Da un lato la scadenza del settlement agreement firmato nel 2022 con la Uefa, in base al quale il club dovrà far registrare un deficit aggregato di massimo 60 milioni, sommando gli ultimi tre esercizi.

Dall’altro il tema dei rinnovi dei calciatori in scadenza chiesti a gran voce dal tecnico: Paulo Dybala, Lorenzo Pellegrini e Zeki Celik. La volontà di tutti è di arrivare a dama e lo dimostra il fatto che i calciatori, pur potendo firmare con altri club, hanno aspettato le mosse della società. Dybala sembra essere il più vicino all’intesa, ma Gasp si aspetta il prolungamento anche degli altri due.

Poi le cessioni. Una partenza eccellente ci sarà, forse due. Ad oggi l’indiziato numero 1 sembra essere Mati Soulé, reduce da una stagione a due volti: una prima metà di alto livello e un girone di ritorno frenato da qualche problema fisico di troppo. Gasp stima l’argentino, ma non è incedibile.

Sullo sfondo c’è la Premier che monitora anche altri pezzi pregiati: dai titolarissimi Evan Ndicka e Manu Kone al giovane Jan Ziolkowski. A non partire saranno sicuramente Mile Svilar, Wesley e Donyell Malen. Attorno a loro la Roma proverà a costruire la squadra da Champions.

Gasperini vuole rinforzare l’attacco. Il primo nome è Mason Greenwood, star di un Marsiglia alle prese con esigenze di bilancio. La trattativa non è facile, ma la Roma vuole provarci.

Sull’altra fascia resta in piedi la pista che porta al bosniaco Kerim Alajbegovic, nome su cui ha lavorato Massara prima dell’addio. Diciotto anni, un Mondiale da giocare e talento da vendere: D’Amico però proverà ad affondare il colpo solo con l’ok di Gasp.