ROMA - Dopo aver partecipato in videocollegamento da Palazzo Chigi alla riunione della Coalizione dei Volenterosi sull’Ucraina, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta in elicottero ad Amatrice per prendere parte alle cerimonie organizzate in occasione del decennale del terremoto dell’Italia centrale, che nella notte del 24 agosto del 2016 ha causato 299 vittime.

Nel ricordare le vittime del sisma, Meloni ha scritto: “Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale”. 

“Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno a dare continuità al lavoro avviato con istituzioni nazionali e locali, tessuto economico, sociale e produttivo, con l’obiettivo chiaro di “vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale”. 

“Grazie per l’accoglienza, per il calore e soprattutto per la straordinaria determinazione con cui state ricostruendo il vostro futuro. Siamo con voi. Con rispetto, gratitudine e impegno. Oggi e ogni giorno”, ha scritto la presidente del Consiglio sui social dopo la visita, durante la quale ha anche incontrato, in forma privata, i familiari delle vittime, insieme al commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Da Amatrice è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha voluto ricordare quella notte di dieci anni fa, quando il violento terremoto con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto ha colpito numerosi comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Una scossa a cui sono poi seguite ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017.

Con 299 morti, 365 feriti e oltre 40mila sfollati, il sisma, di cui Amatrice è diventata il simbolo, “costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica”, ha detto il Presidente, che ha poi reso omaggio ai volontari arrivati da tutta Italia e agli operatori dei primi soccorsi, il cui intervento è stato “veicolo di aiuti e assistenza” e ha portato “un segnale di speranza e di ripartenza”. 

“Lo spirito di solidarietà che unisce il popolo italiano”, ha osservato Mattarella, si è rivelato ancora una volta “un efficace strumento di resilienza e contenimento dinanzi a calamità di così ampia portata e violenza”. 

L’attenzione si è poi spostata sulla necessità di completare la ricostruzione e di rafforzare la prevenzione nei territori esposti al rischio sismico.

“Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile”, ha affermato il capo dello Stato, prima di aggiungere “un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia”.

Anche Meloni ha parlato di ricostruzione, rivendicando un “deciso cambio di passo” per evitare “rinvii e false partenze”, come successo nell’ultimo decennio.