MELBOURNE – L’ex premier laburista del Victoria Steve Bracks ha accolto con favore la svolta impressa dal nuovo premier Ben Carroll, dalla Commissione reale sul settore edilizio a un maggiore dialogo con il mondo imprenditoriale.

Intervistato da Tony Tardio su Rete Italia e Il Globo TV nel corso del programma Drive, Bracks ha ripercorso la propria esperienza alla guida del Victoria e affrontato alcuni dei principali temi del dibattito politico in vista delle elezioni statali di novembre.

Premier dal 1999 al 2007, Bracks ha ricordato innanzitutto la sorprendente vittoria contro Jeff Kennett. Alla vigilia del voto del 1999, ha ammesso, pensava che il Labor sarebbe arrivato vicino al successo senza però riuscire a conquistare il governo.

“Sapevo che stavamo guadagnando terreno in molte zone rurali e regionali del Victoria. Avevamo buone informazioni e buoni sondaggi che mostravano come i seggi intorno a Ballarat, Bendigo e Geelong si stessero spostando verso di noi, ma pensavo che non avessimo abbastanza sostegno in città. Invece ce l’avevamo”.

Il risultato produsse un parlamento senza maggioranza, con tre indipendenti decisivi e il voto di Frankston East da ripetere dopo la morte del parlamentare in carica il giorno delle elezioni. La vittoria laburista nel nuovo voto aprì la strada all’insediamento di Bracks.

L’ex premier ha ricordato anche il rapporto con Kennett durante le settimane di transizione, descrivendo come corretto il comportamento del rivale liberale, che in qualità di premier ad interim lo consultò sulle decisioni più importanti.

Sul piano politico, Bracks ha rivendicato il carattere moderato della propria leadership. “Volevo davvero riunire i cittadini del Victoria, portarli tutti sulla stessa linea e nella stessa direzione. Era questo che proponevo durante la campagna elettorale”, ha spiegato.

È però sul bilancio dei governi laburisti più recenti che l’intervista ha assunto i toni più politici. Interrogato sulla decisione del governo Andrews di pagare circa 1,2 miliardi di dollari per cancellare il progetto East West Link, Bracks ha detto che avrebbe agito diversamente.

“No, probabilmente non l’avrei fatto”, ha affermato, pur ricordando che Daniel Andrews aveva annunciato prima delle elezioni che non avrebbe realizzato l’opera. “Io sarei andato avanti. C’erano contratti esistenti”.

Bracks ha citato come precedente la propria scelta di completare CityLink dopo l’arrivo al governo. “Quando arrivai al governo, Melbourne CityLink era costruita solo in parte. Il Domain Tunnel e il Burnley Tunnel erano soltanto parzialmente completati. Quindi li terminai. Il contratto esistente c’era e io lo portai a termine. È quello che penso dovrebbero fare i governi”.

Un ragionamento che l’ex premier ha esteso al Suburban Rail Loop. Bracks ha sostenuto la posizione di Carroll di non rompere i contratti già firmati, ma ha indicato la possibilità di rallentare il progetto e distribuirne la realizzazione su un arco temporale più lungo.

“Il Suburban Rail Loop sembrava un buon progetto all’epoca, ma il problema era che non potevamo permettercelo. Era semplicemente troppo costoso. Era evidente”, ha dichiarato.

Secondo Bracks, l'investimento ha finito per sottrarre risorse ad altre infrastrutture. “Per quanto mi riguarda, avrei realizzato il collegamento ferroviario con l’aeroporto come priorità più alta. E penso che sia quello che dovremmo fare”.

L’ex premier ha comunque difeso la qualità di diverse opere realizzate dai governi Andrews e Allan, indicando il Metro Tunnel come uno dei risultati più importanti. “Penso che sia semplicemente straordinario”, ha detto, sottolineando che il problema principale non è necessariamente la qualità delle infrastrutture, quanto il loro costo.

“Quando eravamo al governo tenevamo sempre d’occhio quello che potevamo permetterci. Certo, avremmo potuto fare di più e alcuni dicevano che avremmo dovuto fare di più, ma abbiamo fatto quello che potevamo permetterci. Per me questa era la cosa fondamentale”.

Bracks ha poi appoggiato con decisione la Royal Commission annunciata dal governo Carroll sulle irregolarità nel settore delle costruzioni e sul ruolo della CFMEU. Pur non pronunciandosi sull’esistenza di una corruzione sistemica nelle grandi opere, ha sostenuto che siano emersi elementi sufficienti a giustificare l’inchiesta.

“C’è abbastanza per dire che abbiamo bisogno di una Royal Commission. E sono molto contento che il nuovo premier l’abbia istituita. Penso che sia la cosa giusta da fare”.

L’obiettivo, ha aggiunto, deve essere “andare fino in fondo a quello che è successo con la CFMEU, con alcuni appaltatori, costruttori e subappaltatori”.

Più cauto il giudizio sull’ex premier Jacinta Allan e sulla sua precedente opposizione a una Royal Commission. Bracks ha detto di non conoscere le ragioni della scelta, ipotizzando che Allan ritenesse sufficiente l'intervento della polizia. “È una posizione. Io non sono d’accordo, ma è una posizione”, ha osservato.

Parlando della CFMEU, Bracks ha ricordato inoltre la deregistrazione della Builders Labourers Federation da parte dei governi laburisti di John Cain e Bob Hawke. Secondo l’ex premier, quando un sindacato del settore edilizio accumula un forte potere è necessaria una “vigilanza costante” da parte delle istituzioni.

Ha tuttavia respinto l’idea che l’intera organizzazione possa essere considerata corrotta. “Non tutta la CFMEU è corrotta. Ci sono anche moltissime brave persone”, ha affermato.

Sul fronte economico, Bracks ha indicato nella competitività fiscale una delle priorità per il Victoria. Durante il suo governo, ha spiegato, l’obiettivo era mantenere la pressione fiscale sulle imprese intorno alla media degli Stati australiani.

“Penso che tornare a quella situazione sarebbe una buona cosa, rendere il Victoria competitivo attraverso imposte competitive”.

Bracks ha espresso fiducia nell’approccio di Carroll, definendolo un premier moderato e orientato al rapporto con il settore privato. “Penso che l’attuale governo, con l’attuale premier Ben Carroll, sia favorevole alle imprese. Credo che voglia costruire una partnership con il mondo imprenditoriale perché si rende conto che generare crescita nell’economia stimolerà l’occupazione e porterà grandi benefici allo Stato”.

Sul tema della criminalità, l’ex premier ha riconosciuto che resta ancora “molta strada da fare”, pur sottolineando l’inasprimento delle pene e sostenendo che gli ultimi dati mostrino segnali di miglioramento.

Bracks ha infine parlato delle proprie origini libanesi. I nonni paterni e materni arrivarono in Australia negli anni Novanta dell’Ottocento da due diverse zone del Libano, mentre i suoi genitori nacquero in Australia.

L’ex premier ha ricordato i legami della famiglia con il settore della moda e con lo stilista Joe Saba, suo cugino, oltre ai viaggi compiuti nei luoghi d’origine della famiglia.

Un passaggio personale al termine di un’intervista nella quale Bracks, pur senza rinnegare il bilancio complessivo dei governi laburisti che gli sono succeduti, ha tracciato una linea piuttosto netta su alcuni dei nodi che oggi pesano sul Victoria: disciplina di bilancio, costi delle infrastrutture, competitività fiscale e trasparenza nel settore delle costruzioni. Per l’ex premier, il giudizio definitivo spetterà comunque agli elettori a novembre, sulla base non soltanto di quanto è accaduto negli ultimi anni, ma anche delle proposte che governo e opposizione presenteranno per il futuro.