CANBERRA – Anthony Albanese si trova a fronteggiare nuove critiche da parte di governi statali Laburisti e Liberali dopo avere garantito che l’accordo sul GST del Western Australia non verrà modificato fino a quando resterà primo ministro.
La posizione, ribadita ieri durante una visita nel WA, viene confermata nonostante la Productivity Commission abbia raccomandato di abolire il sistema introdotto nel 2018, sostenendo che abbia avuto un costo molto superiore alle previsioni e che i suoi effetti abbiano accentuato le disparità tra Stati.
Il tema sarà inevitabilmente al centro del Consigluio intergovernativo di domani, dove Albanese incontrerà i premier statali.
Il ministro del Tesoro Laburista del Victoria Colin Brooks ha affermato che le conclusioni preliminari della Productivity Commission confermano quanto Melbourne sostiene da anni.
“Il sistema attuale non funziona”, ha dichiarato, aggiungendo che espone Stati come il Victoria e si allontana dal principio di una distribuzione equa.
Critiche provengono anche dal Queensland. Il ministro del Tesoro LNP David Janetzki ha chiesto un approccio più coerente, sostenendo che gli squilibri nella distribuzione del GST e il trasferimento di costi dal governo federale agli Stati rischiano di compromettere il funzionamento della federazione.
“Se il primo ministro riconosce la natura particolare del Western Australia come Stato ricco di risorse, lo stesso principio dovrebbe valere per il Queensland”, ha affermato.
Il suo omologo Liberale della Tasmania Eric Abetz ha avvertito che il suo Stato potrebbe subire forti riduzioni delle entrate se l’accordo del 2018 resterà in vigore.
Secondo Abetz, il sistema originario del GST si fondava sul principio del “fair go”, mentre l’attuale assetto garantirebbe al WA un trattamento eccessivamente favorevole.
Albanese ha respinto queste critiche, ricordando che i pagamenti aggiuntivi destinati al Western Australia non vengono sottratti alle quote degli altri Stati, ma sono finanziati direttamente dal Commonwealth.
“Sono a mio agio con questa impostazione”, ha dichiarato, invitando premier e ministri capo a tenerne conto quando discutono i rapporti finanziari con Canberra.
Il premier del WA Roger Cook ha accolto favorevolmente la garanzia, dopo avere attaccato nei giorni scorsi gli autori del rapporto della Productivity Commission.
Più critico l’economista indipendente Saul Eslake, secondo cui Albanese avrebbe scelto di privilegiare sistematicamente gli interessi del Western Australia, anche per ragioni elettorali in vista del voto federale del 2028.
Il fronte politico non è però interamente contrario al primo ministro.
L’esponente Liberale federale Andrew Hastie, eletto nel WA, ha sostenuto il mantenimento dell’accordo, affermando che il precedente sistema penalizzava gli Stati più produttivi e prosperi.