CANBERRA – I nuovi data centre potrebbero essere esclusi dalle aree vicine ad abitazioni, scuole e terreni agricoli di pregio nell’ambito del quadro nazionale che il primo ministro Anthony Albanese tenterà di concordare con Stati e Territori.
Albanese illustrerà nuovi obblighi per il settore durante la cena annuale del Business Council of Australia, alla vigilia della riunione del Consiglio intergovernativo di domani, dove si prevede un confronto con il premier del Queensland David Crisafulli.
Il piano federale prevede che i nuovi impianti aggiungano alla rete più energia rinnovabile di quella consumata, riducano al minimo l’utilizzo di acqua e limitino l’impatto sulle comunità.
Anche la scelta dei siti dovrà essere proporzionata alle dimensioni delle strutture e non sottrarre terreni ad altri impieghi prioritari, in particolare alla costruzione di abitazioni.
I nuovi criteri potrebbero incidere su progetti come quello proposto da NextDC a Macquarie Park, nel nord di Sydney, accanto a una stazione della metropolitana.
La City of Ryde si è opposta al piano, sostenendo che un data centre in quella posizione comporterebbe un utilizzo insufficiente delle infrastrutture di trasporto e sottrarrebbe spazio potenzialmente destinabile a nuove case.
“L’Australia è in una posizione forte per attirare investimenti nei data centre, ma mantenere il consenso delle comunità sarà essenziale”, dirà Albanese nel suo intervento.
Secondo il primo ministro, sarà necessario evitare aumenti delle bollette, preservare la sicurezza idrica e garantire una localizzazione appropriata degli impianti.
Canberra punta a introdurre requisiti obbligatori per AI e data centre all’inizio del 2027.
Il principale ostacolo resta il Queensland. Crisafulli contesta l’obbligo di collegare i nuovi progetti alla generazione rinnovabile, sostenendo che una simile impostazione potrebbe allontanare investimenti e aumentare i costi energetici.
Il governo statale sta preparando un proprio modello, tecnologicamente neutrale, che consentirebbe anche l’impiego di gas e carbone. I promotori dovrebbero però presentare una valutazione dell’impatto sociale e raggiungere accordi con i consigli comunali locali.
“Siamo tecnologicamente neutrali e questo ci permetterà di utilizzare tutte le forme di energia”, ha dichiarato Crisafulli.
Il direttore generale del Business Council Bran Black ha accolto favorevolmente l’attenzione del governo sull’intelligenza artificiale, sostenendo che l’Australia non possa permettersi di rimanere indietro nell’adozione delle nuove tecnologie.
Black presenterà inoltre una tabella di marcia per riportare il Paese tra le prime dieci destinazioni mondiali per gli investimenti, misura volta a fronteggiare il calo della produttività e del tenore di vita.