CANBERRA – Il dibattito sull’immigrazione si sposta sulle esigenze delle aree regionali, con il deputato Laburista Dan Repacholi che ha riconosciuto la validità delle preoccupazioni sollevate da One Nation sulla necessità di preservare la manodopera destinata ad agricoltura e territori rurali.

La questione è emersa dopo che il deputato di One Nation David Farley aveva sostenuto che il piano del partito avrebbe previsto circa 100mila ingressi aggiuntivi rispetto al tetto di 130mila persone indicato per l’immigrazione netta.

La dichiarazione aveva fatto apparire il totale effettivo vicino, e persino leggermente superiore, alla previsione futura di 225mila contenuta nella manovra economica federale.

Pauline Hanson è intervenuta sui social media per correggere l’interpretazione, ribadendo che l’obiettivo ufficiale di One Nation resta una cifra di immigrazione netta di 130mila persone l’anno.

Repacholi ha però difeso il principio alla base delle parole di Farley.

“David Farley ha ragione: dobbiamo assicurarci di occuparci delle persone nelle aree rurali e regionali dell’Australia”, ha dichiarato ospite del programma Today di Nine.

Secondo il deputato, qualsiasi revisione dei livelli migratori dovrà tenere conto della carenza di lavoratori in settori che dipendono fortemente dalla manodopera straniera.

“Dobbiamo raccogliere la frutta dagli alberi, raccogliere l’uva e coprire questi posti di lavoro”, ha affermato, ricordando che migliaia di posizioni restano attualmente vacanti in tutto il Paese.

Il tema sta assumendo un peso crescente anche sul piano elettorale.

Un sondaggio Utting Research condotto su mille sostenitori di One Nation ha rilevato che l’immigrazione è il principale motivo indicato dagli elettori che hanno spostato il proprio consenso verso il partito.

Il 91 per cento degli intervistati ritiene che l’Australia stia andando nella direzione sbagliata.

Tra questi, il 39 per cento individua nell’immigrazione la causa principale, davanti al costo della vita, indicato dal 35 per cento.

Seguono la sfiducia verso politici e governo, al 32 per cento, e le condizioni dell’economia, al 26 per cento.

La Coalizione non ha ancora fissato una cifra definitiva per il proprio obiettivo di immigrazione netta annuale.

Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha però indicato che il numero dovrebbe essere inferiore a 200mila e collegato alla capacità del Paese di costruire nuove abitazioni.

“Deve essere una cifra che siamo in grado di gestire”, ha dichiarato al programma televisivo Sunrise.

Taylor ha sostenuto che il problema degli ultimi anni sia stato consentire livelli di immigrazione superiori alla capacità del Paese, indicando il numero di abitazioni disponibili come il principale parametro da utilizzare.