MELBOURNE – Il governo laburista del Victoria ha approvato in extremis una nuova legge sulle donazioni politiche, dopo una maratona parlamentare durata quasi 20 ore, ma l’opposizione e diversi esponenti indipendenti accusano l’esecutivo di aver costruito un sistema destinato ad avvantaggiare il Partito Laburista in vista delle elezioni statali di novembre.
La normativa, già destinata a essere contestata davanti all’Alta Corte, è stata definita dai critici un tentativo di “truccare il sistema” e consolidare il predominio finanziario del governo guidato dalla premier Jacinta Allan.La riforma si è resa necessaria dopo la decisione dell’Alta Corte del 15 aprile scorso, che aveva annullato il precedente regime sulle donazioni elettorali, lasciando il Victoria senza una normativa in materia a pochi mesi dal voto statale.
La sentenza era arrivata in seguito a un ricorso presentato da due ex candidati indipendenti, che avevano contestato le esenzioni concesse ai principali partiti politici attraverso i cosiddetti “nominated entities”, fondi di investimento che consentivano a Laburisti, Liberali e Nazionali di ricevere finanziamenti praticamente senza limiti.
Per adeguarsi alla sentenza, il governo ha elaborato un nuovo sistema che introduce limiti rigorosi alle donazioni, ma che secondo gli avversari politici lascia aperto un canale privilegiato per il Partito laburista attraverso le quote di affiliazione versate dai sindacati.Le nuove regole stabiliscono che un singolo donatore non possa versare più di 7500 dollari a un partito politico durante ogni ciclo elettorale di quattro anni.
Tutte le donazioni superiori a 1250 dollari dovranno essere dichiarate pubblicamente, mentre vengono nuovamente vietati i contributi provenienti dall’estero. Per favorire nuovi partiti e candidati indipendenti, il tetto massimo viene elevato a 15mila dollari.
Nonostante queste modifiche, l’opposizione sostiene che la riforma mantenga un vantaggio sostanziale per il Partito Laburista, che continuerà a ricevere milioni di dollari attraverso le quote sindacali. Durante il lungo dibattito parlamentare, conclusosi alle 5.30 del mattino di venerdì, la leader dell’opposizione Jess Wilson ha accusato la premier Jacinta Allan di voler “truccare il sistema” e rendere più difficile un cambio di governo da parte degli elettori.
Le critiche più dure sono arrivate dal ministro dela Giustizia ombra James Newbury. “L’approvazione dell’Electoral Further Amendment Bill 2026 rappresenta un vergognoso tentativo del Partito Laburista di truccare il sistema a proprio favore”, ha dichiarato.
Newbury ha inoltre sostenuto che le nuove norme bloccheranno le fonti di finanziamento degli avversari politici lasciando però intatto il flusso di denaro proveniente dai sindacati. “Queste nuove e discutibili leggi interrompono il flusso di denaro ai rivali politici del Partito Laburista, mentre continuano i fiumi d’oro provenienti dal CFMEU e dai sindacati verso il Partito Laburista”, ha affermato.
Anche la deputata liberale Georgie Crozier ha attaccato duramente la riforma, definendola una forma di protezione politica mascherata da trasparenza. “Negli ultimi giorni si è parlato molto di racket di protezione e questo è particolarmente scioccante”, ha dichiarato. “Un racket politico della protezione travestito da trasparenza”.
Le critiche non arrivano soltanto dai partiti tradizionali. Paul Hopper, fondatore del West Party e uno dei ricorrenti che avevano ottenuto l’annullamento della precedente normativa, ha già annunciato una nuova sfida legale. Hopper ritiene che il nuovo sistema presenti problemi costituzionali analoghi a quelli che hanno portato alla bocciatura delle vecchie regole.
Anche Simon Holmes à Court, figura di riferimento del movimento Climate 200 che sostiene candidati indipendenti, ritiene che il governo stia ripetendo gli errori del passato. “Distribuendo letteralmente milioni di dollari di denaro pubblico a sé stessi e mettendo le manette ai nuovi entranti, queste nuove leggi potrebbero essere persino peggiori di quelle che l’Alta Corte ha annullato”, ha dichiarato.
Il governo, dal canto suo, difende la riforma sostenendo che le nuove norme ristabiliscono un quadro regolatorio necessario dopo la sentenza dell’Alta Corte e migliorano la trasparenza del sistema. Un gruppo di esperti sarà incaricato di valutare l’efficacia della nuova legislazione entro un mese dalle elezioni di novembre.