LONDRA – Non si spegne nel Regno Unito la polemica a sfondo ideologico sulla tragica vicenda di Henry Nowak: il 18enne “bianco” accoltellato a morte a dicembre a Southampton da un 23enne britannico di origini indiane Sikh, Vickrum Digwa, e ammanettato poi agonizzante dai primi agenti intervenuti sul posto dopo essere stato additato falsamente dall’assassino come aggressore razzista.

I giornali e i tabloid di destra, dal Telegraph al Times, dal Daily Express al Mail, insistono a puntare il dito contro le direttive date negli ultimi anni alla Polizia a tutela delle minoranze etniche. Direttive che lo stesso governo laburista moderato guidato da Keir Starmer ha chiesto agli organi di pubblica sicurezza di rivedere, sull’onda dell’emozione e dello sdegno suscitati da questo caso, mentre settori della destra e dell’estrema destra ne invocano in sostanza la cancellazione: in primis per bocca di Nigel Farage, leader trumpiano di Reform UK, che denuncia un presunto “doppio standard” ormai rovesciato in direzione di asserite forme di “razzismo contro i bianchi”.

Il Telegraph trova intanto una sponda in Jack Straw, ex ministro dell’Interno e degli Esteri nei governi del New Labour di Tony Blair, secondo il quale le indicazioni sul rischio di razzismo date alla Polizia sarebbero andate “troppo in là” dopo scandali come quello di Stephen Lawrence, il 18enne nero ucciso nel 1993 in un attacco razzista alla periferia di Londra la cui matrice fu di fatto insabbiata da Scotland Yard.

Opinione respinta seccamente in un’intervista all’emittente pubblica BBC dal funzionario di Polizia Andy George, dirigente della National Black Police Association, secondo il quale cambiare le direttive anti-razzismo sotto la spinta di pressioni ideologiche o emotive sarebbe “non sensato”. 

George ricorda come in realtà l’azione della Polizia britannica continui a essere, statisticamente, più rigorosa nei confronti dei neri e di altre minoranze rispetto ai bianchi. 

Fa inoltre riferimento all’invito esplicito del padre di Henry Nowak, Mark, a non strumentalizzare la morte del figlio per alimentare “divisione e odio” e a considerarla “un omicidio, non un caso legato ai Sikh o al razzismo”.

“L’indottrinamento ideologico e l’applicazione della legge a due pesi e due misure sono sintomi lampanti di un declino della civiltà”, si legge in un post su X del dipartimento di Stato Usa a commento del caso Nowak.

“Essi devono essere respinti in tutto l’Occidente. Gli Stati Uniti porgono le proprie condoglianze alla famiglia di Henry Nowak e al popolo del Regno Unito in questo momento difficile”, si legge ancora.

Intanto sul caso è stato annunciato un supplemento d’inchiesta, affidato a una giuria ad hoc; lo ha stabilito in una breve udienza Jason Pegg, coroner della contea dell’Hampshire, alla luce delle immagini shock emerse dal video ripreso dalla bodycam di uno dei due poliziotti. L’obiettivo è quello di verificare se l’inganno in cui gli agenti sono inizialmente caduti sia sfociato “in atti od omissioni” tali da contribuire ad accelerare il decesso del povero Henry. Nei mesi scorsi non erano state avanzate imputazioni penali di sorta nei confronti degli operatori. 

Mentre, stando ai media, anche gli organismi disciplinari interni avevano escluso in un primo accertamento disciplinare negligenze deliberate a loro carico, lasciando intendere che i due avessero inizialmente creduto in buona fede a Digwa, per poi seguire le direttive investigative attuali previste nel Regno Unito in caso di sospetti di razzismo.

Sull’operato degli agenti - uno dei quali risulta essersi frattanto dimesso dalla Hampshire Police - un’inchiesta interna più approfondita, sollecitata dal governo Starmer dopo le ultime polemiche, è stata comunque affidata all’Independent Office for Police Conduct, organismo nazionale di sorveglianza che dovrà produrre un rapporto fra tre mesi.