KIEV - Una nuova e massiccia ondata di attacchi con droni si è abbattuta durante la notte sulle infrastrutture strategiche e sui territori della Russia. Le Forze di Difesa di Kiev hanno colpito in profondità il territorio nemico, prendendo di mira in particolare la raffineria di petrolio Slavneft-Yanos a Yaroslavl, uno dei più grandi impianti del Paese situato a quasi 700 chilometri dal confine. I canali di monitoraggio locali, tra cui la testata indipendente Astra, hanno confermato l’evento analizzando i filmati geolocalizzati dei residenti che mostrano un vasto incendio e alte colonne di fumo levarsi sopra la città, mentre il governatore dell’oblast, Mikhail Yevrayev, segnalava l’incursione in corso.
L’efficacia e la portata dell’operazione sono state rivendicate direttamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky attraverso un messaggio su X, in cui ha evidenziato come le azioni mirino a “limitare i ricavi petroliferi della Russia, che utilizza per finanziare la guerra e l’uccisione di ucraini”.
Il leader ucraino ha dichiarato che “le Forze di Difesa ucraine hanno colpito le strutture dell’aggressore russo a più di 1.300 chilometri dalla linea del fronte. A Bashkortostan la raffineria Bashneft-Novoil è stata colpita. Nella regione di Yaroslavl, a quasi 700 chilometri dal nostro confine, è stata colpita la raffineria Slavneft-Yanos”. Inoltre, Zelensky ha esteso il bilancio dei successi anche al fronte marittimo: “Le nostre risposte all’aggressione russa nel Mar Nero sono state anch’esse coronate da successo. In particolare, sono state colpite due pattugliatori militari e navi della flotta ombra”.
Sul fronte opposto, il ministero della Difesa russo ha riferito di aver intercettato e distrutto ben 605 droni aerei ucraini sopra una ventina di regioni e sulla penisola annessa di Crimea. Le autorità locali hanno segnalato lievi danni a un centro logistico del gigante dell’e-commerce Wildberries nella regione di Tver. Di contro, l’agenzia TASS ha reso noto che Mosca ha colpito due navi mercantili cariche di equipaggiamento militare nei pressi del porto ucraino di Odessa.
Nonostante la vasta attività di intercettazione rivendicata da Mosca, si registrano vittime civili e feriti a causa degli attacchi condotti con velivoli kamikaze nella regione russa di Bryansk. Il governatore ad interim Yegor Kovalchuk ha riferito su Telegram che nel distretto di Suzemsky un drone ha centrato un’auto in movimento provocando la morte istantanea del conducente, mentre un secondo uomo è stato ricoverato con ferite multiple nel distretto di Pogarsky per un analogo impatto contro un veicolo. Un ulteriore blitz a Novozybkov ha causato un morto e cinque feriti, tutti trasportati in ospedale per le cure necessarie.
Parallelamente al fronte bellico, sul piano politico a Kiev si registra una scossa istituzionale. Olga Stefanishyna, 40 anni, ex vice prima ministra, ex ministra della Giustizia ed ex ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti (incarico da cui è stata destituita lunedì da Zelensky nell’ambito del rimpasto di governo avviato il mese precedente), è stata incriminata per corruzione.
L’agenzia anticorruzione ucraina NABU contesta a Stefanishyna il reato di “arricchimento illecito” per una cifra pari a 13,9 milioni di grivne (circa 270mila euro), legata al possesso di immobili di lussa non dichiarati e incompatibili con i redditi ufficiali dell’ex diplomatica. Comparsa davanti al Tribunale anticorruzione specializzato, Stefanishyna ha affidato ai social la propria difesa, affermando di affrontare “questi eventi con calma e senza inutili emozioni” e liquidando l’inchiesta come “più simile a una tempesta in un bicchiere d’acqua”.
Zelensky non ha ancora reso noto il nome del successore a Washington, un tassello chiave per la diplomazia di Kiev, strettamente dipendente dai rifornimenti di armi e dalle informazioni di intelligence fornite dagli Stati Uniti.