“Andiamo a Birmingham con le giuste ambizioni. La squadra non è forte soltanto nei numeri ma anche nella qualità”. A poche ore dalla partenza della spedizione azzurra per i Campionati Europei di atletica, il presidente della Fidal, Stefano Mei, delinea gli orizzonti per l’evento della prossima settimana, da lunedì 10 a domenica 16 agosto, all’Alexander Stadium in Gran Bretagna.
Parlando in conferenza stampa nella sede Fidal a Roma, il numero 1 della Federazione sottolinea “il momento straordinario della nostra atletica e soprattutto un fatto storico, ovvero partire per Birmingham con 130 atleti”.
“Saremo forse tacciati di ‘prodigalità’: la squadra è enorme, è vero, siamo più dei britannici, ma credo che si debba riconoscere agli azzurri, e a cascata ai loro tecnici e alle società, il grande lavoro che stanno facendo sul territorio, sostenuti dalla politica di questa gestione federale. Un lavoro incredibile, nonostante le difficoltà, che mi rende fiero di loro. Abbiamo deciso di portare tutti gli atleti che lo hanno meritato. Questi ragazzi sono eccezionali, gareggiano tutto l’anno, non fanno quasi mai vacanze: ancor di più sono da sostenere”, afferma ancora Mei.
La memoria corre al 2024, alla strepitosa edizione casalinga dello stadio Olimpico di Roma. “Vincere 24 medaglie è irripetibile - osserva il numero 1 della Fidal -. Non abbiamo ambizioni di vittoria del medagliere: questa volta tocca alla Gran Bretagna, non l’ultimo dei Paesi come cultura sportiva. Andiamo nella tana del lupo, o del leone in questo caso. Ma come accaduto in ‘Coppa Europa’ a Chorzow 2023 e a Madrid 2025, sono sicuro che daremo battaglia a livello di squadra ed è quello che a me piace. Poi certo, mi piace anche vincere le medaglie, ma dietro le medaglie individuali c’è un movimento che sta crescendo. Guardo anche ai finalisti e a quello che ognuno potrà fare per migliorarsi”.
A chi chiede una previsione sulle medaglie azzurre, poi, Mei risponde così: “Tra le 12 di Spalato, che ci sono buone possibilità di migliorare, e le 24 di Roma. Mi piacerebbe una media tra questi due eventi, i calcoli fateli voi. Penso che sarà una spedizione molto positiva, come nelle ultime 6 stagioni, in una kermesse che è ancora più importante considerato che questo è l’anno non olimpico”.
Sollecitato, infine, sui singoli, il numero 1 della Fidal non si sottrae: “Due nomi per l’esplosione a Birmingham? Pernici tra gli uomini e Saraceni tra le donne. Tortu? Stagione sfortunata, d’accordo con il settore tecnico ha preferito non rischiare e recuperare pienamente in vista dei Giochi del Mediterraneo da portabandiera. Furlani? Ha avuto problematiche, le prime della sua carriera, ma ha imparato a gestirle. Nel frattempo è uscito fuori Inzoli con 8,27. Ciò significa che i risultati portano risultati. Un altro esempio: perché Biasutti fa quelle misure? Perché lui è bravo, l’allenatore è bravo, ma anche perché ha modelli come Diaz e Dallavalle. Tamberi? Non lo darei per spacciato”.