CANBERRA - Le elezioni suppletive nel New South Wales regionale raramente diventano eventi politici nazionali.

Farrer, però, non è una suppletiva normale. Il seggio, che si estende per oltre 120mila chilometri quadrati nel sud-ovest dello Stato, da Albury alla Riverina fino alle zone vicine al confine con South Australia, è da decenni una fortezza conservatrice. Domani, quella certezza potrebbe incrinarsi.

Farrer è rimasto nelle mani della Coalizione, in una forma o nell’altra, sin dalla sua creazione nel 1949. Sussan Ley lo ha rappresentato per 25 anni, fino alle dimissioni seguite alla sconfitta nella sfida per la leadership Liberale portatale da Angus Taylor. La suppletiva del 9 maggio è stata fissata dopo la sua uscita dal Parlamento, aprendo una gara che il vecchio accordo tra Liberali e Nazionali non poteva più contenere. Nel New South Wales, le due forze della Coalizione evitano di sfidarsi nei seggi detenuti da un deputato in carica, ma quando il posto diventa vacante la regola politica salta. 

Il risultato è una competizione a dodici candidati, ma con quattro nomi davvero centrali: la Liberale Raissa Butkowski, legale e consigliere comunale di Albury; l’indipendente Michelle Milthorpe; David Farley per One Nation; e Brad Robertson per i Nazionali. L’Australian Electoral Commission ha confermato l’ordine dei dodici candidati sulla scheda, in una gara che richiede agli elettori di numerare ogni casella perché il voto sia valido. 

Il peso politico va oltre Farrer. Per Angus Taylor, è il primo test di rilievo da leader Liberale dopo mesi di frizioni interne nel centro-destra. Per i Liberali, mantenere il seggio significherebbe dimostrare che il partito può ancora reggere nelle aree regionali anche senza una figura radicata come Ley. Per i Nazionali, tornare a correre in Farrer dopo decenni è un modo per riaffermare il proprio ruolo nelle comunità rurali, soprattutto in un territorio che molti nel partito considerano culturalmente vicino alla propria base.

Ma la sfida più destabilizzante arriva dai margini del vecchio campo conservatore. One Nation vede in Farrer una possibilità storica: il partito ha mantenuto una presenza al Senato, ma non ha mai conquistato un seggio alla Camera dei Rappresentanti. Farley, imprenditore agricolo ed ex dirigente dell’Australian Agricultural Company, punta sul malcontento regionale collegato a costo della vita, carburanti, acqua e sfiducia verso i partiti maggiori. 

Milthorpe, invece, rappresenta l’altra pressione sul sistema: quella degli indipendenti locali, capaci di attrarre elettori stanchi della disciplina di partito e più interessati a rappresentanza territoriale, responsabilità politica e servizi. Dopo aver già eroso il margine di Ley alle elezioni federali del 2025, Milthorpe, sostenuta dal gruppo attivista Climate 200, parte da una base forte ad Albury e dintorni. Alcune analisi descrivono la suppletiva come una corsa a quattro tra Liberali, Nazionali, One Nation e Milthorpe. 

Il tema dell’acqua domina quasi ogni conversazione. Farrer attraversa parti del Murray-Darling Basin, dove irrigazione, riacquisto governativo e accesso agricolo alle risorse idriche non sono questioni tecniche: sono economia, identità e sopravvivenza delle comunità. A questo si aggiungono sanità regionale, strade, prezzi del carburante, agricoltura e costo della vita.

Per questo Farrer viene tenuto sotto attenta osservazione da tutto il Paese. Non perché un solo seggio cambi i numeri di Canberra, ma perché può mostrare dove si sta spostando il voto regionale.

La vecchia destra non perde solo consensi: li perde in direzioni diverse. Alcuni elettori vanno verso indipendenti locali. Altri verso One Nation. Liberali e Nazionali restano nel mezzo, stretti tra due crisi: rappresentare il territorio e tenere insieme il proprio campo politico.