“Il calcio unisce” è uno dei mantra di Gianni Infantino. Dice bene il numero 1 della Fifa, ma questa volta, anzi ancora una volta, è lui a compattare il mondo del pallone. Che tutti siano contrari non è certamente un dettaglio, eppure la Federcalcio internazionale sembra andare dritta verso il traguardo anticipato ieri da Times e Financial Times e poi, nel bel mezzo della tempesta mediatica, tardivamente ufficializzato con un comunicato stampa.

E anche se c’è chi, come la Uefa, sembrerebbe pronta a boicottare le competizioni mondiali pur di bloccare tutto, Infantino non si ferma e continua a inseguire l’obiettivo di far entrare investitori privati all’interno del governo del calcio mondiale. Il massimo dirigente italo-svizzero è pronto a costituire la Fifa Forward Enterprise (FFE), ovvero “una nuova società controllata dalla Fifa che riunisce le attività commerciali e di organizzazione della Federazione internazionale”.

Secondo la stampa statunitense l’idea è progettata con Jared Kushner, imprenditore, funzionario e politico Usa, genero del presidente Donald Trump. Sky Sport News fa sapere che la Fifa ha confermato che “Thrive Capital”, l’azienda che ha in Kushner l’ad, dovrebbe guidare il gruppo di investitori, ma allo stesso tempo la Federazione mondiale richiama a quanto scritto nel comunicato di ieri.

Ovvero che la Fifa “manterrà il controllo esclusivo sulla governance del calcio, sulle competizioni, sul calendario delle partite internazionali e su tutte le decisioni sportive e regolamentari, qualunque sia l’investimento esterno”.

Zurigo pensa di ingolosire i presidenti delle Confederazioni e delle Federazioni, promettendo entrate di 40 milioni di dollari (circa 35 milioni di euro) a chi accetterà, secondo, riferisce Sky Sport News, quanto scritto in una lettera inviata alle 211 affiliate.

L’organo di governo del calcio mondiale sa che il progetto necessita dell’approvazione di oltre il 50% delle federazioni associate, oltre che del Consiglio Direttivo e sottolinea che l’operazione potrebbe generare oltre 10 miliardi di dollari in “finanziamenti per lo sviluppo del calcio” nei prossimi quattro anni. Nella stessa lettera la Fifa chiede alle associate di dare una risposta sul progetto entro il 19 settembre.

Per Infantino, secondo la lettera citata da Sky Sport News, il nuovo sistema offrirebbe “un’opportunità di finanziamento singolare e unica”, ma “riservata esclusivamente alle Federazioni affiliate che desiderano partecipare”.

Progetto invitante, ma il mondo del calcio, almeno la grande maggioranza non ci sta tra minacce di boicottaggio e manifestazioni di grande preoccupazione, oltre che sorpresa e fastidio soprattutto per la mancanza di comunicazioni e per aver appreso dell’iniziativa dai media. Su questo concordano pienamente Uefa (“Si è oltrepassato il limite”), Football Association e Concacaf, ma anche l’Associazione dei Club di Calcio Europei (EFC) del presidente Nasser Al-Khelaifi.

Ceferin intende convocare entro il fine settimana una riunione d’urgenza con tutte e 55 le federazioni e, secondo quanto appreso da Sky Sports News, c’è la volontà di ricorrere alla minaccia di boicottaggio se Infantino porterà avanti i piani che anche il mondo politico non gradisce.

Andy Burnham, primo ministro del Regno Unito, è netto: “Permettetemi di dirlo in modo molto diretto. Il calcio non appartiene agli investitori. Appartiene alle persone che riempiono gli spalti e che stanno a bordo campo settimana dopo settimana, con la pioggia o con il sole - ha scritto sui social Burnham -. La Coppa del Mondo non è un prodotto. È la più grande competizione sportiva al mondo e non è mai stata di proprietà di nessuno. Potete mascherare l’accordo come volete, ma una volta che ne avete venduto una parte, vi siete svenduti. Il calcio appartiene ai tifosi. È sempre stato così e sempre lo sarà”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Commissario Ue per lo Sport, Glenn Micallef. “Il calcio non è baseball. Il Mondiale resta il più grande torneo sportivo del pianeta, nonostante la Fifa sfrutti ogni opportunità commerciale. Ma adesso basta! La commercializzazione incessante è diventata corrosiva e sta minacciando le cose che hanno reso il calcio lo sport più popolare al mondo. Questo significa che abbiamo tutti una responsabilità.

Giocatori, tifosi, club, leghe, associazioni nazionali, confederazioni e media, hanno tutti una voce e tutti dovrebbero usarla. Particolare preoccupazione - scrive il commissario Ue - sorge quando i poteri regolatori della Fifa si allineano con gli interessi finanziari di entità private”.

Micallef aggiunge che “si tratta di proposte che sollevano importanti considerazioni in materia di diritto della concorrenza. Come la Corte di Giustizia europea ha costantemente riconosciuto, le regole sportive sono soggette al diritto dell’Ue quando producono effetti economici. Nell’ambito delle sue competenze ai sensi dei trattati, la Commissione europea esaminerà attentamente queste proposte.vSupporto anche io la Uefa e le richieste degli stakeholder per una maggiore consultazione. Ogni Federazione deve impegnarsi in modo significativo, così come Leghe, club, giocatori e tifosi, prima di assumere una posizione. Il successo commerciale dovrebbe rafforzare il calcio, non consumarlo. Giù le mani dal nostro calcio”.