ROMA - Il governo accelera al Senato sul decreto legislativo che adegua la normativa italiana alle regole europee sull’uso dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia. La commissione Politiche Ue di Palazzo Madama ha approvato osservazioni favorevoli sullo schema di decreto, tra le proteste delle opposizioni. 

Il testo consente l’uso di sistemi di videosorveglianza con intelligenza artificiale per identificare persone indiziate, ma solo dopo la commissione di un reato. La conservazione dei dati è limitata a sette giorni per le registrazioni locali, mentre i registri informatici non modificabili, i cosiddetti log, dovranno essere mantenuti per cinque anni. 

Pd e Movimento 5 Stelle parlano di una forzatura della maggioranza e denunciano il rischio di un ampliamento eccessivo degli strumenti di sorveglianza. “Ennesima forzatura sui diritti e le libertà in Commissione Affari Europei. Palazzo Chigi ordina, il Parlamento si piega”, ha scritto sui social il senatore dem Filippo Sensi. 

Per Sensi, il riconoscimento facciale “a strascico” compie “un passo avanti molto pericoloso”. Il parlamentare del Pd ha criticato anche la gestione dei lavori in commissione, definendola “inqualificabile”, e ha parlato di un parere “elusivo” su un tema enorme come il controllo della sicurezza attraverso l’intelligenza artificiale. 

Di segno opposto la lettura di Fratelli d’Italia. Il presidente della commissione Politiche Ue del Senato, Giulio Terzi di Sant’Agata, sostiene che il decreto sia coerente con il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e con la delega conferita dal Parlamento. Secondo Terzi, le questioni legate alla tutela delle libertà fondamentali “meritano la massima attenzione”, ma trovano già una disciplina nel testo. 

Il senatore di FdI richiama in particolare le garanzie previste dal decreto: rispetto della Costituzione, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dei principi di proporzionalità, non discriminazione, sorveglianza umana e trasparenza. 

Terzi sottolinea anche che l’articolo 13 prevede garanzie specifiche per l’uso dei sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale. L’impiego al di fuori dei casi previsti dalla legge, afferma, comporterà l’inutilizzabilità dei risultati e la loro cancellazione.