C’è un sodalizio che da oltre quarant’anni tiene unite persone provenienti da Paesi, lingue e tradizioni diverse. È quello dell’Italo-Spanish Club, una realtà unica nel panorama associativo del Victoria che, fin dalla sua fondazione, ha fatto della multiculturalità la propria ragion d’essere. Italiani, spagnoli, uruguaiani, argentini, cileni e tanti altri hanno trovato in questo sodalizio non soltanto un luogo di ritrovo, ma una vera casa, dove le differenze culturali diventano occasione di incontro e arricchimento reciproco.

A dare vita a questa storia è stata nel 1985 l’instancabile Rachela Pequeno, originaria della Calabria, insieme al marito Derbis, uruguaiano. Un’intuizione nata dall’esperienza personale della coppia, che ha attraversato continenti e culture senza mai perdere il desiderio di creare legami.

La storia di Rachela è infatti quella di tanti emigrati italiani. Nata in Calabria, lascia l’Italia all’età di dieci anni insieme ai genitori per raggiungere l’Uruguay. Nel Paese sudamericano cresce, costruisce la propria famiglia, sposa Derbis e mette al mondo tre figli. Dopo diciannove anni, arriva una nuova sfida: l’Australia, dove la famiglia decide di ricominciare ancora una volta. Quest’anno, a novembre, Rachela e Derbis celebreranno un traguardo speciale, sessant’anni di matrimonio.

Non sorprende, quindi, che il suo legame con il mondo latino e ispanico sia rimasto profondissimo.

“Sono molto contenta che la Spagna abbia vinto i Mondiali. Ho un forte legame con la Spagna, parlo spagnolo, mi piace ballare il flamenco e tutti mi chiamano ‘Rachela la Spagnola’”, racconta.

Fin dall’inizio l’obiettivo del club è stato quello di creare un ambiente aperto a tutti. Se la presenza italiana rappresenta il cuore dell’associazione, negli anni si sono aggiunti numerosi soci provenienti dal Sud America e dalla Spagna.

“Ormai siamo diventati come una famiglia – racconta Rachela –. Quando abbiamo aperto il club siamo passati in poco tempo da 48 soci a circa 200. Purtroppo molti dei nostri primi membri oggi non ci sono più, ma continuiamo a ritrovarci con lo stesso entusiasmo”.

Anche il club, come tante associazioni storiche della comunità italiana, ha dovuto adattarsi ai cambiamenti sociali e generazionali. Se un tempo i balli mensili richiamavano oltre seicento persone, oggi il cuore della vita associativa è rappresentato dall’incontro del mercoledì, quando i soci si ritrovano per il pranzo presso il Dandenong North Senior Citizens Club, sede che ospita il sodalizio da tantissimi anni.

Accanto agli appuntamenti settimanali continuano a scandire il calendario le ricorrenze più sentite, dalla Festa della Mamma alla Festa del Papà, passando per l’anniversario del club e il tradizionale pranzo di fine anno.

Proprio durante l’assemblea generale annuale dello scorso 8 luglio, il direttivo ha sperimentato una formula diversa dal consueto, che ha riscosso grande entusiasmo.

“Ognuno ha portato un piatto tipico del proprio Paese. Abbiamo assaggiato cibi diversi e tutti sono rimasti molto contenti. Ci è piaciuta così tanto l’idea che pensiamo di riproporla due o tre volte all’anno”, spiega Rachela.

Nel corso dell’assemblea sono stati inoltre riconfermati tutti i membri del direttivo, a testimonianza della continuità che da sempre caratterizza la guida dell’associazione.

La convivialità, però, non è mai stata l’unica anima del club. Per molti anni l’Italo-Spanish Club ha organizzato viaggi e gite in tutta l’Australia e anche all’estero, offrendo ai soci l’opportunità di condividere nuove esperienze e rafforzare amicizie nate attorno a una tavola.

“Abbiamo visitato il Queensland, Canberra, Perth e siamo arrivati perfino alle Hawaii. Una volta al mese organizzavamo un’uscita per scoprire il mondo”.