ROMA - Roberto Mancini vuole fare chiarezza da subito, appena dopo essersi seduto di fronte alla platea di giornalisti alla sua prima conferenza del secondo capitolo da ct azzurro.

Del resto, dopo l’annuncio del suo ritorno si era parlato non poco dell’addio improvviso ad agosto 2023, poco prima di diventare il nuovo selezionatore dell’Arabia Saudita.

“Riguardo la vicenda di tre anni fa credo che ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina, se ci fossimo parlati a quattro occhi sarebbe cambiato tutto - esordisce -. Sono molto dispiaciuto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata importante. È come quando da innamorato perdi la donna della tua vita, vuol dire che hai fatto qualcosa che non andava fatto”.

Fatta questa precisazione, l’allenatore jesino guarda subito avanti: “Adesso la sorte, grazie al presidente Malagò, mi dà la possibilità di rifarmi. Darò il massimo per portare la Nazionale dove merita”.

Il nuovo corso di Mancini comincia con l’ambizione di durare e puntare a obiettivi che sfumano da troppo tempo. “Quando sono arrivato sono stato cinque anni, che sono tanti, stavo benissimo. Adesso abbiamo fatto un contratto di quattro anni e spero di poter vincere un trofeo importante, o anche due, e restare pure dopo”.

Quanto al campo, sottolinea che “contano gli uomini perché bisogna adattarsi ai giocatori a disposizione, non puoi adottare un sistema di gioco che non rientra nelle caratteristiche dei calciatori”.

Dalla visione a lungo termine a quella più focalizzata agli impegni ravvicinati, con un auspicio per aiutarlo nel suo compito di selezionatore: “Il mio obiettivo è far ripartire subito la Nazionale e vincere. Io posso solo sperare che giochino più italiani possibili in Italia. Credo che se l’Italia va al Mondiale come dovrebbe andare normalmente, diventa una delle squadre da battere. Anche se non parte da favorita. Cercheremo di creare una squadra più presto possibile”.

E allora, testa alla Nations League che vedrà l’Italia impegnata fin dal 25 settembre, giorno dell’esordio della nuova Nazionale all’Olimpico di Roma contro il Belgio (nel girone ci sono anche Francia e Turchia): “Saranno partite importanti, valuteremo subito la nostra forza e dove dover migliorare. È un girone difficile per noi, ma pure per gli altri”.

Idee chiare anche per quanto riguarda i giocatori che, tra meno di due mesi, saranno protagonisti con la maglia azzurra: “Io penso che ci siano giocatori bravi e tecnici, poi troveremo i Bonucci e Chiellini che faranno da chioccia. Sono convinto che metteremo insieme una squadra che giocherà bene”.

Quanto all’attacco: “Spero che i nuovi ragazzi facciano gli stessi gol che ha fatto Immobile in Serie A. Pio Esposito e Kean sono più giovani, Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco molto bene. Non penso che siamo messi così male in attacco”.

Al fianco di Mancini, oltre al neo dt Claudio Ranieri anche il presidente Figc Malagò, già protagonista in conferenza stampa ieri dopo il consiglio federale, ma desideroso di sottolineare il “peso della responsabilità, dovuto anche alla mancata qualificazione agli ultimi tre Mondiali. Sono vent’anni che non giochiamo una partita a eliminazione diretta al Mondiale: questo fa abbastanza riflettere”.

Il numero uno del calcio italiano rivela poi di aver ricevuto un messaggio dal suo predecessore Gravina dopo gli annunci di ieri: “Mi ha detto: ‘Giovanni, bravissimo, esattamente quello che avrei fatto, condivisione totale delle scelte’. Mi è arrivato anche un messaggio da Donnarumma: ‘Pres, esattamente quello che io e la squadra volevamo, grazie’”.