ROMA - Manca sempre meno al 13 maggio, data limite per cui presentare la candidatura alla presidenza della Figc, che verrà decretata nell’assemblea elettiva del prossimo 22 giugno. I nomi, ormai, sono ben noti: da una parte l’ex numero uno del Coni, Giovanni Malagò, dall’altra il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, già alla guida della Federcalcio dal 2007 al 2014. Nessuno dei due, però, ha ancora sciolto le riserve facendo, ufficialmente, il tanto atteso passo avanti. “Ho promesso alle componenti che ho incontrato, per correttezza e rispetto, di aspettare che si pronunciassero. C’è ancora tanto tempo fino a mercoledì sera”, ha spiegato Malagò. Eppure, al momento, l’ex numero uno dello sport italiano può già contare su una percentuale di consensi che sfiora il 50%, avendo ricevuto l’appoggio delle associazioni di calciatori e allenatori (insieme fanno il 30%), oltre a quello della Serie A (18%) che l’ha sostenuto fin da subito. Se la Lega Pro non sembrerebbe intenzionata a esprimersi nelle prossime 48 ore, le cose potrebbero essere diverse per la Serie B, che entro mercoledì dovrebbe far sapere a chi darà il suo 6%.
Intanto, però, il futuro del calcio italiano rimane al centro del dibattito e il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio ammonisce i due potenziali sfidanti, sottolineando che “chiunque sarà il presidente della Figc dovrà agire con la serenità di chi deve affrontare un percorso non semplice e deve sapere che non è più procrastinabile una decisione sulle riforme”. L’ad della Serie A, Luigi De Siervo, invece, ribadisce come la Lega abbia trovato “in una misura che non ricordo da anni e con una decisione chiara”, la figura di Malagò “come persona autorevole e capace di prendere un’eredità importante per rilanciare il calcio italiano e di farlo all’interno di un programma di riforme ormai necessario e non più differibile”. Da Abete, invece, nessuna dichiarazione quando manca un giorno al 13 maggio. Il numero uno della Lnd ha però sottolineato più volte di voler “andare avanti”. L’attesa, quindi, è sempre per una corsa a due.