PARIGI - Si è conclusa con un tragico e terribile ritrovamento la vicenda di Sonia Bellina, l’influencer francese di 29 anni e oltre 250 mila follower su TikTok, di cui si erano perse le tracce nella notte tra il 10 e l’11 agosto. I risultati degli esami del Dna comunicati dalla Procura di Nîmes hanno confermato ufficialmente che appartiene alla giovane il corpo parzialmente carbonizzato scoperto lo scorso 12 agosto da un agricoltore tra i filari di un vigneto a Saint-Gilles, nel Gard, a una ventina di chilometri da Nîmes. L’autopsia eseguita il giorno successivo al rinvenimento non aveva infatti consentito di stabilire l’identità della vittima per via dello stato del cadavere, rendendo necessari gli accertamenti genetici. 

Nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura per omicidio premeditato, le forze dell’ordine hanno fermato due uomini sulla trentina, residenti nell’area di Nîmes. Il provvedimento è stato adottato sulla base di elementi che fanno sospettare la loro partecipazione “diretta o indiretta” ai fatti, come ha spiegato la procuratrice Cécile Gensac. A stringere il cerchio attorno ai sospettati sono stati in particolare due elementi: la segnalazione di un’auto sospetta la sera della scomparsa e un appuntamento a cui la vittima avrebbe dovuto presentarsi.  

Secondo quanto riferito da BfmTv, il principale indiziato conosceva la 29enne ed era già noto alla giustizia, mentre per il secondo uomo si ipotizza “un coinvolgimento molto minore”. Per la giornata di oggi sono previsti interrogatori ritenuti decisivi dagli investigatori, soprattutto per verificare l’ipotesi di premeditazione. 

Originaria del Gard, Bellina era molto seguita sui social network e contava circa 260 mila seguaci su TikTok, piattaforma dove pubblicava prevalentemente video in cui ballava, faceva playback o reinterpretava celebri battute. La famiglia aveva lanciato l’allarme e un appello pubblico per ritrovarla subito dopo la sua scomparsa.  

La sorella maggiore l’ha descritta come “una ragazza solare, gentile, amata dalla gente”, che si preparava a festeggiare il trentesimo compleanno, raccontando i dettagli della sua uscita: “È uscita una sera, ci ha detto che sarebbe rincasata e non è mai più tornata”. La giovane si era allontanata per incontrare una persona che frequentava, lasciando a casa la borsa e portando con sé soltanto il telefono cellulare, elemento che aveva subito alimentato nei familiari il timore di un evento tragico legato a quella frequentazione. 

Mentre le indagini proseguono per fare piena luce sulla dinamica del delitto, la famiglia e il loro legale, l’avvocato Mourad Battikh, hanno denunciato con forza l’ondata di insulti e commenti offensivi comparsi sulle piattaforme social a seguito della scomparsa e della morte della ragazza. Il legale ha parlato di una “crudeltà senza nome”, preannunciando l’intenzione di avviare azioni legali contro i responsabili degli eventuali reati commessi in rete.