SIENA - Il Consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha approvato a maggioranza il piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che prevede operazioni su Banco Bpm e Banca Generali nel tentativo di costruire un’alternativa all’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps.
Secondo le ultime indiscrezioni, il via libera del board non sarebbe stato unanime, ma consentirebbe a Lovaglio di compiere un primo passo nella strategia studiata per preservare autonomia e integrità del gruppo senese.
La banca potrebbe utilizzare una quota della partecipazione del 13,2% detenuta in Generali per incentivare il sostegno dei soci alla doppia operazione, che dovrà comunque essere sottoposta all’assemblea straordinaria e comporterà un aumento di capitale.
La partita resta però aperta. Il voto del consiglio rappresenta solo il primo passaggio di un percorso complesso, anche perché Mps è oggetto dell’offerta di Intesa e deve quindi fare i conti con la passivity rule, che limita la possibilità degli amministratori della società destinataria di un’offerta di adottare iniziative che possano ostacolarla senza il via libera degli azionisti. Le eventuali misure difensive dovranno dunque passare dall’assemblea.
Il fronte più delicato resta Banco Bpm. A pesare è soprattutto la posizione di Crédit Agricole, primo azionista di Piazza Meda con una partecipazione vicina al 30%. Il gruppo francese aveva già espresso la propria contrarietà a una combinazione tra Banco Bpm e Mps, contribuendo alla fine delle trattative esplorative tra i due istituti, annunciata il 31 luglio.
Perché una nuova operazione possa avere concrete possibilità di successo, sarà quindi decisivo capire se Lovaglio sia riuscito a riaprire un canale con i francesi e a costruire una proposta capace di modificarne la posizione.