SYDNEY – Comunità ucraine in tutta l’Australia stanno celebrando i 35 anni dell’indipendenza dell’Ucraina con manifestazioni, concerti, mercati e iniziative pubbliche, trasformando l’anniversario in una nuova occasione per chiedere maggiore assistenza militare e sanzioni più efficaci contro la Russia.

La ricorrenza ricorda la dichiarazione d’indipendenza del 1991 dall’Unione Sovietica e cade mentre la guerra iniziata con l’invasione russa del 24 febbraio 2022 entra nel quinto anno.

Secondo le Nazioni Unite, dall’inizio del conflitto sono morti in Ucraina più di 16mila civili, mentre in Russia le vittime civili ammonterebbero a centinaia. Le perdite militari complessive dei due schieramenti sono stimate nell’ordine delle centinaia di migliaia.

Ospite speciale delle commemorazioni australiane è la tenente Viktoriia Savkiv, 25 anni, ex medico da combattimento e oggi comandante di un plotone di sistemi aerei d’attacco senza pilota del 214th Separate Assault Battalion.

Decorata per il coraggio dal presidente Volodymyr Zelenski, Savkiv interverrà come relatrice principale in diversi appuntamenti nel Paese.

La presidente della Australian Federation of Ukrainian Organisations Kateryna Argyrou ha sottolineato il valore simbolico delle celebrazioni.

“La Russia sta cercando di distruggere l’Ucraina, la sua identità, la sua lingua e la sua cultura - ha dichiarato -. Eppure l’Ucraina resiste, ed è per questo che è così importante riunirci in Australia e nel resto del mondo”.

Ieri, a Sydney, centinaia di persone hanno attraversato Bondi Beach fino al North Bondi RSL, dove si è tenuto un evento dedicato anche al contributo della popolazione australiana e di coloro che hanno raggiunto il fronte ucraino.

A Melbourne, Federation Square ospiterà questa sera una manifestazione con rappresentanti della comunità e del governo statale.

Il presidente dello Ukrainian Council of NSW Andrew Mencinsky ha ricordato che molti ucraini arrivati in Australia hanno perso familiari, amici e persone care.

“È una celebrazione, ma anche un modo per condividere insieme quel peso e quel trauma”, ha affermato.

Accanto alle commemorazioni, le organizzazioni ucraine chiedono al governo federale nuovi aiuti militari e la chiusura di quella che descrivono come una falla nelle sanzioni sui carburanti.

Secondo gli attivisti, combustibili collegati alla Russia entrati in Australia avrebbero generato oltre 2,5 miliardi di dollari di entrate per Mosca, una cifra superiore al valore complessivo degli aiuti australiani (1,8 miliardi) inviati all’Ucraina dall’inizio dell’invasione.