CANBERRA – Il governo Albanese è rimasto largamente indietro rispetto al ritmo necessario per raggiungere l’obiettivo di 1,2 milioni di nuove abitazioni previsto dal National Housing Accord, mentre la debolezza dell’edilizia si accompagna a un rapido aumento delle difficoltà finanziarie delle famiglie con un mutuo.

Una nuova analisi condotta dalla società di ricerca finanziaria e immobiliare OurTop10 indica che nei 12 mesi fino a giugno 2026 sono state approvate 205.249 abitazioni, contro le 240mila annue necessarie per rispettare il programma federale.

Il divario è quindi di 34.751 unità e, secondo la ricerca, ciascun mese dell’ultimo anno è rimasto al di sotto del livello richiesto.

“Il Paese è sotto di 34.751 case rispetto al proprio obiettivo e ogni mese dell’anno scorso ha mancato il traguardo necessario. Questa è la tendenza, non un’anomalia”, ha dichiarato il responsabile della ricerca di OurTop10 Mansour Soltani.

L’analisi ha incrociato i dati sulle autorizzazioni edilizie con una stima delle famiglie sottoposte a difficoltà nel pagamento del mutuo.

Nei codici postali esaminati, il numero di nuclei con un finanziamento immobiliare ritenuti in difficoltà è cresciuto del 17,8 per cento nell’anno fino a giugno.

Tra le aree che mostrano contemporaneamente una forte attività edilizia e un rapido deterioramento della situazione finanziaria figurano Logan e Ipswich nel Queensland, Casey, Hume e Whittlesea nel Victoria, Wanneroo nel Western Australia, Camden e Campbelltown nel New South Wales e Playford nel South Australia.

Il 76 per cento delle autorizzazioni nelle municipalità maggiormente esposte riguardava case indipendenti, rispetto al 64 per cento registrato in aree comparabili.

Soltani ha tuttavia precisato che i dati non dimostrano che la costruzione di nuove abitazioni provochi difficoltà nel pagamento dei mutui.

Il problema, ha spiegato, è che gran parte della nuova offerta si concentra negli stessi corridoi periferici dove le famiglie sono già finanziariamente esposte, privilegiando abitazioni indipendenti anziché una maggiore densità vicino ai posti di lavoro.

La ricerca sottolinea inoltre che un’autorizzazione edilizia non equivale a una casa completata: alcuni progetti decadono, altri non iniziano mai e molti richiedono anni prima della consegna.

Il quadro si inserisce in una fase di crescente debolezza del mercato immobiliare. I valori delle abitazioni sono diminuiti dello 0,9 per cento ad agosto, quinto calo mensile consecutivo, portando la flessione al 3,6 per cento rispetto al massimo di marzo.

Il ribasso ha interessato il 93 per cento dei sobborghi delle capitali nei tre mesi fino ad agosto.

Sydney ha registrato il calo più marcato, con una diminuzione dell’1,4 per cento nel mese e del 7,1 per cento dal massimo di febbraio. Melbourne e Canberra hanno perso entrambe l’1,1 per cento, mentre Brisbane è arretrata dell’uno per cento.

Il direttore delle ricerche di Cotality Tim Lawless ha osservato che la debolezza, inizialmente concentrata nelle fasce più costose, si è ormai estesa all’intero mercato.

Anche le compravendite sono diminuite: Brisbane, Perth e Sydney hanno registrato volumi stimati inferiori di oltre il 20 per cento rispetto a un anno prima.

Sul fronte delle costruzioni, i precedenti dati dell’Australian Bureau of Statistics (ABS) avevano mostrato un calo dell’11,2 per cento nell’avvio di nuove abitazioni nel primo trimestre dell’anno, a 48.012 unità, contro le 60mila trimestrali necessarie per mantenere il programma sulla traiettoria prevista.

Le nuove costruzioni ad alta densità abitativa sono diminuite del 19,8 per cento, mentre quelle di case indipendenti sono scese del 3,5 per cento.

L’economista capo di Master Builders Australia Shane Garrett ha attribuito la debolezza all’aumento dei costi, alla carenza di lavoratori qualificati e agli elevati tassi d’interesse.

Anche la capacità del settore di consegnare nuove abitazioni è stata messa in dubbio dall’elevato numero di chiusure aziendali.

Il National Housing Supply and Affordability Council ha ormai rinviato a dicembre 2030 la previsione per il raggiungimento dell’obiettivo nazionale.

Il ministro federale per l’Edilizia abitativa Claire O’Neil ha sostenuto che il governo sta comunque compiendo progressi e che risolvere una carenza maturata nell’arco di generazioni richiederà tempo.

Di segno opposto la posizione del ministro ombra Andrew Bragg, secondo cui le politiche fiscali e immobiliari del governo stanno rendendo più difficile finanziare e costruire nuove case.

Bragg sostiene che i completamenti annuali siano scesi da circa 200mila sotto la Coalizione a circa 170mila con il Partito laburista e afferma che nessuno Stato o Territorio sia al momento sulla traiettoria necessaria per rispettare l’accordo nazionale.