BUENOS AIRES – Il presidente argentino, Javier Milei, terrà oggi, 3 settembre, alle 21 un discorso a reti unificate dedicato alla questione delle Malvinas, un formato che alla Casa Rosada viene riservato agli annunci di rilievo.

A destare attenzione non è soltanto il tema, ma anche chi partecipa alla stesura del messaggio. 

Come ha confermato il portavoce presidenziale Adrián Ravier, il contenuto viene elaborato dallo stesso Milei, dal ministro degli Esteri Pablo Quirno e dalla Segreteria di Intelligence dello Stato (Side), un organismo che finora si occupava della produzione di intelligence strategica e che ora, secondo quanto trapelato, interviene anche nella definizione della strategia comunicativa del discorso e nel monitoraggio del suo impatto politico.

La decisione si inserisce nella crescente influenza del consigliere presidenziale Santiago Caputo sull’apparato di intelligence.

L’annuncio è arrivato poche ore dopo che lo stesso Quirno ha illustrato al Gabinetto i progressi diplomatici della Cancelleria sulla sovranità delle isole. Ma il fattore scatenante immediato è stato un altro: lunedì, nello Studio Ovale, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato alla stampa di rivedere costantemente tutte le proprie posizioni e che quella relativa alle Malvinas è soltanto una delle tante, quando gli è stato chiesto se Washington stesse riconsiderando la sua storica posizione di neutralità.

In realtà, non c’è stato alcun annuncio di un cambiamento di politica. Secondo indiscrezioni del quotidiano britannico The Telegraph, l’eventuale revisione farebbe parte di una strategia del Pentagono per fare pressione su Londra affinché aumenti la propria spesa militare nell’ambito della Nato, più che rappresentare un segnale di avvicinamento alla posizione argentina.

Da parte britannica, la risposta è arrivata rapidamente. Il ministro dell’Economia del Regno Unito, John Healey, ha sostenuto che le isole sono e continueranno a essere britanniche e ha negato di aver ricevuto qualsiasi indicazione di un cambiamento da parte di funzionari statunitensi.

Il retroscena politico non è secondario. Analisti citati dai media locali sottolineano che l’episodio ha offerto al governo l’opportunità di riprendere in mano l’agenda in un momento di difficoltà, dal momento che né gli ultimi annunci economici né le leggi approvate dal Congresso sono riusciti a risollevare l’immagine del presidente, secondo rilevazioni che la stessa Side conduce internamente.

Dietro al dibattito diplomatico c’è inoltre un fronte economico che cresce parallelamente. Il progetto petrolifero offshore Sea Lion, guidato dall’israeliana Navitas Petroleum insieme alla britannica Rockhopper, avanza nelle acque a nord dell’arcipelago con un investimento previsto di circa 2,1 miliardi di dollari e l’obiettivo di produrre il primo barile nel 2028. La Cancelleria argentina considera illegittime le licenze concesse dal governo delle isole e ha già applicato sanzioni amministrative a Navitas.

Questa settimana, ex combattenti della guerra del 1982 e avvocati ambientalisti hanno presentato un ricorso contro il progetto davanti a un tribunale della Terra del Fuoco. In Congresso, inoltre, è stato denunciato che Londra concede licenze di pesca della durata massima di 25 anni nelle acque della zona economica esclusiva argentina.

Tutto questo avviene in un clima sociale diverso rispetto agli anni precedenti. Dopo la vittoria della nazionale argentina sull’Inghilterra nelle semifinali dei Mondiali 2026, i giocatori hanno esposto una bandiera con la scritta “Las Malvinas son argentinas”, nonostante l’esplicito divieto della Fifa, dando alla rivendicazione una visibilità insolita tra le nuove generazioni.