WASHINGTON – Il miliardario e investitore Leon Black ha rifiutato di presentarsi per una deposizione sotto giuramento davanti al Congresso degli Stati Uniti e ha avviato un’azione legale contro la House Oversight Committee, chiedendo a un tribunale federale di annullare due mandati emessi nell’ambito dell’indagine su Jeffrey Epstein.

La commissione aveva notificato i provvedimenti a Black durante un colloquio volontario a porte chiuse nel mese di giugno, dopo che i parlamentari avevano sostenuto che l’imprenditore si fosse rifiutato di rispondere a domande riguardanti accordi di riservatezza.

Uno dei mandati impone la consegna di tali accordi e di altra documentazione, mentre il secondo obbliga Black a tornare davanti alla commissione per una deposizione formale.

Nel ricorso, Black sostiene che le richieste vadano oltre l’autorità della commissione, cercando informazioni private non pertinenti ai rapporti con Epstein né a un legittimo scopo legislativo.

“La commissione sta conducendo una ricerca indiscriminata che supera la propria autorità e ignora completamente le sue responsabilità - ha dichiarato la sua legale Susan Estrich -. Non si tratta più di trovare la verità su Epstein. Si tratta di cercare di distruggere Black”.

La reazione bipartisan della commissione è stata immediata.

Il presidente Repubblicano James Comer ha definito la causa “inaccettabile” e ha osservato che, tra i numerosi miliardari e personaggi politici convocati nell’inchiesta, Black è il primo ad avere portato la commissione davanti a un tribunale.

Anche Robert Garcia, il Democratico di più alto grado nella commissione, ha definito il ricorso “ridicolo”, accusando Black di voler rallentare la consegna delle informazioni richieste.

I due parlamentari hanno indicato che la commissione potrebbe avviare la procedura per dichiararlo responsabile di mancato rispetto dell’autorità parlamentare.

Se la Camera approvasse una relativa risoluzione, spetterebbe poi al Dipartimento di Giustizia decidere se procedere penalmente.

Black è cofondatore ed ex CEO della società di private equity Apollo Global Management. Si dimise nel 2021 in seguito alle conseguenze dei suoi rapporti con Epstein.

I parlamentari sostengono che Black abbia versato al finanziere 180 milioni di dollari statunitensi nel corso della loro relazione professionale.

Una revisione commissionata da Apollo nel 2021 stabilì invece che Black aveva pagato 158 milioni di dollari tra il 2012 e il 2017, dopo che Epstein si era dichiarato colpevole nel 2008 di avere sollecitato prostituzione da una minorenne.

Secondo quella verifica, i pagamenti riguardavano servizi legittimi di natura fiscale, patrimoniale e collegata alla pianificazione successoria.

Black ha sempre sostenuto di non essere stato a conoscenza delle attività criminali di Epstein fino al 2019 e di averlo remunerato esclusivamente per prestazioni professionali.

L’investitore figura tra le personalità influenti coinvolte nell’inchiesta congressuale sui legami finanziari e sociali di Epstein, insieme, tra gli altri, all’ex presidente Bill Clinton, al segretario al Commercio Howard Lutnick e al cofondatore di Microsoft Bill Gates.