MILANO - La Procura generale di Milano conferma il parere positivo sulla grazia concessa a Nicole Minetti dal Presidente della Repubblica lo scorso 18 febbraio. 

Dopo i nuovi accertamenti disposti in seguito alle notizie di stampa sul caso, la procuratrice generale Francesca Nanni ha trasmesso al ministero della Giustizia una relazione in cui esclude elementi tali da modificare il quadro già acquisito durante l’iter della concessione. 

“Dagli accertamenti svolti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito”, scrive la pg nella nota. 

Il supplemento di attività era stato avviato dopo che il Presidente della Repubblica aveva invitato il ministro della Giustizia ad acquisire con urgenza informazioni per verificare la fondatezza delle notizie pubblicate. Il ministero aveva quindi autorizzato la Procura generale a procedere a nuovi accertamenti, delegati ai carabinieri e all’Interpol, che hanno riguardato le notizie pubblicate inizialmente dal “Fatto Quotidiano” e poi riprese da altri organi di stampa. 

Secondo la Procura generale, non risultano segnalazioni di reato, pendenze giudiziarie o coinvolgimenti in indagini in Uruguay e in Spagna a carico di Nicole Minetti e di Giuseppe Cipriani, e la relazione esclude anche irregolarità nel procedimento di adozione del minore, riconosciuto in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia. 

La pg precisa che, contrariamente a quanto riportato dalla stampa, il decesso in circostanze non chiare non riguardava il legale dei genitori del figlio adottivo, ma il legale del minore, favorevole all’adozione, e nel procedimento non ci sarebbe stata alcuna battaglia legale perché i genitori naturali non si erano costituiti, e la madre biologica era risultata irreperibile. 

Il procuratore della Repubblica in Uruguay ha riferito che, in relazione al decesso del legale del minore, non vi sono ipotesi di reato. 

Sono state inoltre ritenute smentite le affermazioni relative a presunte feste con droga e sesso a cui Minetti avrebbe preso parte negli ultimi anni. Secondo la Procura generale, tali dichiarazioni, attribuite in origine a una massaggiatrice, risultano contraddette dalle indagini difensive e dalle dichiarazioni rese ai carabinieri da persone informate sui fatti. 

Gli accertamenti hanno confermato anche il grave quadro sanitario del minore, in cura al Boston Children’s Hospital, e la necessità della presenza della madre in occasione di controlli e terapie. Risultano inoltre confermati precedenti consulti in strutture ospedaliere di Cleveland, New York e in Italia. 

Nanni chiarisce che non si è proceduto con rogatoria internazionale perché il trattato di cooperazione giudiziaria penale tra Italia e Uruguay è finalizzato all’acquisizione di prove nel corso di un procedimento penale, ipotesi non ricorrente in questo caso. 

La relazione e i nuovi documenti acquisiti sono ora sul tavolo del ministero della Giustizia, che dovrebbe trasmettere a sua volta una relazione alla Presidenza della Repubblica per le valutazioni di competenza. 

Intanto per il 12 giugno è fissata davanti al Tribunale di sorveglianza di Milano un’udienza che riguarda Minetti, assistita dagli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra. L’udienza dovrebbe certificare la cancellazione della pena da eseguire in affidamento dopo la grazia concessa quasi quattro mesi fa.