NEW YORK – Guerre, disuguaglianze, crisi climatica e intelligenza artificiale. Sono le quattro grandi “prove del potere” che determineranno il futuro del mondo, secondo António Guterres, al suo ultimo discorso come Segretario Generale davanti all’Assemblea generale.
Nel suo intervento all’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, Guterres, il cui mandato scadrà il 31 dicembre, ha lanciato un appello a rafforzare la cooperazione internazionale in un momento in cui “le linee di frattura nel nostro mondo si stanno allargando”. Fra i 193 delegati presenti ad ascoltarlo, manca Donald Trump.
Il seggio degli Stati Uniti è rimasto vuoto, con la limousine presidenziale arrivata al Palazzo di vetro solo quando Guterres ha ultimato il suo discorso, in polemica con il Segretario Generale. È solo l'ultimo capitolo dello scontro fra le Nazioni Unite e la Casa Bianca.
Guterres ha descritto un sistema internazionale sempre più multipolare, nel quale nuovi centri economici, politici e tecnologici stanno emergendo mentre una parte crescente del potere passa dai governi alle grandi aziende private e, attraverso l’intelligenza artificiale, alle macchine.
Le istituzioni internazionali, ha avvertito, continuano però a riflettere equilibri appartenenti a un’altra epoca.
Per il Segretario Generale, il mondo si trova davanti a due possibili direzioni: una crescente frammentazione in blocchi contrapposti oppure una “multipolarità interconnessa”, fondata sul diritto internazionale e sulla cooperazione.
“Nessuna potenza può risolvere da sola le sfide di oggi”, ha sottolineato, ricordando che “il potere militare da solo non può garantire la pace”, così come quello economico non può assicurare stabilità e quello tecnologico non può garantire sicurezza.
Il primo banco di prova resta la pace. Sul Medio Oriente, Guterres ha chiesto di utilizzare i lavori dell’Assemblea per favorire de-escalation e dialogo: “Tutti i combattimenti devono cessare. Gli aiuti umanitari devono poter passare e i diritti e le libertà di navigazione devono essere pienamente ripristinati, in conformità con il diritto internazionale”.
Il Segretario Generale ha anche affrontato la questione dei Territori palestinesi occupati.
Dopo aver ricordato gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre, ha denunciato la portata delle uccisioni e delle distruzioni a Gaza e avvertito che violenze, sfollamenti ed espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania stanno compromettendo le prospettive di pace. “Non possiamo permettere che la soluzione dei due Stati scompaia davanti ai nostri occhi”, ha affermato.
Sull’Ucraina, Guterres ha definito l’invasione russa una “palese violazione” della Carta dell’Onu, ricordando le vittime civili e gli attacchi contro abitazioni e infrastrutture energetiche, idriche e di trasporto.
Ha inoltre richiamato l’attenzione sulle guerre in Sudan e Myanmar, denunciando un sistema nel quale “la forza supera la diplomazia” e l’impunità prende il posto della responsabilità.
Da qui la richiesta di riformare il Consiglio di Sicurezza, a partire dalla rappresentanza dell’Africa. “Un Consiglio di Sicurezza del XXI secolo senza seggi permanenti africani è ingiusto e indifendibile”, ha scandito.
La seconda grande sfida è quella delle disuguaglianze. Miliardi di persone, ha ricordato Guterres, continuano a non avere accesso a cibo, acqua pulita, istruzione, lavoro dignitoso e assistenza sanitaria, mentre molti Paesi in via di sviluppo sono schiacciati dal debito.
Il Segretario Generale ha inoltre denunciato le discriminazioni che ancora colpiscono donne e ragazze, sottolineando che “l’uguaglianza non è un sogno. È una decisione”.
Terzo fronte, il clima. Guterres ha avvertito che il superamento della soglia di 1,5 gradi è ormai “quasi certo” e ha chiesto a ogni governo un piano nazionale per abbandonare progressivamente i combustibili fossili.
“Chi ha inquinato di più e guadagnato di più deve fare molto di più per riparare i danni”, ha ammonito.
Infine, sull’intelligenza artificiale ha osservato che il pericolo non è la tecnologia in sé, ma “la tecnologia senza responsabilità, capacità senza supervisione, decisioni senza trasparenza”. Da qui la richiesta di regole multilaterali e controlli indipendenti sui rischi dell’IA.
A tre mesi dalla fine del suo mandato, Guterres ha infine sintetizzato il messaggio del suo intervento: “Il più grande potere non è quello di dominare, ma quello di costruire un futuro che funzioni per tutti”.
E ha promesso che, anche dopo aver lasciato l’Onu, continuerà a difendere il principio secondo cui “il potere della legge deve prevalere sulla legge del potere”.