MELBOURNE – One Nation prepara un’offensiva sulla giustizia in vista delle elezioni statali di novembre, prospettando sanzioni fino alla rimozione dall’incarico per i magistrati le cui sentenze non rispecchiassero le aspettative della comunità.

Pauline Hanson e il nuovo leader del partito nel Victoria, Warren Pickering, hanno illustrato le prime linee della proposta durante un’intervista all’emittente 3AW. Pickering ha indicato nella criminalità e nella revisione del sistema giudiziario due priorità di un eventuale governo guidato da One Nation.

Il dirigente ha accusato alcuni giudici di eccessiva indulgenza nei confronti dei recidivi, sostenendo che il susseguirsi di arresti e rapidi rilasci abbia accresciuto il senso di insicurezza tra i cittadini. Non ha ancora presentato un piano dettagliato, ma ha annunciato un documento organico che sarà pubblicato nel corso della campagna.

Hanson ha indicato nelle pene obbligatorie uno strumento per ridurre la discrezionalità dei tribunali e allineare le condanne alla gravità dei reati. Ha inoltre proposto la creazione di una commissione indipendente con il compito di esaminare le decisioni dei magistrati e, nei casi più gravi, avviare procedimenti capaci di condurre alla perdita dell’incarico.

“I cittadini hanno il diritto di dire che una pena non corrisponde al reato commesso”, ha affermato la leader federale.

Le dichiarazioni hanno accompagnato un nuovo invito rivolto alla leader dell’opposizione del Victoria, Jess Wilson. Interrogata sulla possibilità di un’intesa con i Liberali per lo scambio delle preferenze nelle schede informative distribuite agli elettori, Hanson ha detto che ogni confronto richiederà anzitutto un cambiamento di atteggiamento.

Wilson ha già escluso una coalizione con One Nation e continua a puntare su una vittoria autonoma. Hanson ha replicato che il proprio partito non cerca necessariamente un’alleanza formale, ma sarebbe disposto a discutere un accordo parlamentare qualora i numeri dei due schieramenti consentissero di porre fine al governo Laburista.

“Liberatevi dell’arroganza, Jess”, ha detto, criticando il rifiuto preventivo di qualsiasi collaborazione.

La Coalizione Liberal-Nazionale deve conquistare 16 seggi netti nell’Assemblea legislativa, composta da 88 membri, per ottenere la maggioranza e interrompere dodici anni consecutivi di governo Laburista.

One Nation rimane la terza forza nelle intenzioni di voto del Victoria, benché il consenso primario sia sceso poco sopra il 20 per cento. L’analista elettorale Kevin Bonham ha osservato che una parte degli elettori comincia a vedere il partito come un elemento marginale rispetto alla contesa principale tra governo e opposizione.

Secondo Bonham, il desiderio diffuso di sostituire l’esecutivo potrebbe spingere numerosi votanti verso la Coalizione, rendendo più difficile per una formazione minore conservare percentuali elevate. One Nation potrebbe ottenere alcuni seggi nella Camera bassa, ma le opportunità migliori restano nel Consiglio legislativo.

L’analista ha inoltre rilevato il ritardo con cui il partito ha scelto il proprio leader e annunciato i candidati, circostanza che avrebbe finora trasmesso l’impressione di una campagna non ancora pienamente organizzata.

Hanson ha affrontato anche la decisione di escludere ABC, The Age e The Guardian da due appuntamenti politici svoltisi ieri: la presentazione di Pickering e di altri sette candidati, e una serata elettorale a Hawthorn accompagnata da proteste e da un ampio spiegamento di polizia.

La senatrice ha definito temporaneo il provvedimento, sostenendo che servisse a chiedere una copertura più equa. “Non durerà per sempre - ha detto -. Ma il messaggio è semplice: dateci una possibilità”.