SYDNEY – Dolore fisico, timore delle conseguenze e dipendenza economica hanno segnato la prima testimonianza nel procedimento contro Alan Jones, accusato da sei uomini di aggressioni indecenti e contatti sessuali senza consenso tra il 2003 e il 2020.
Il primo denunciante è tornato oggi sul banco dei testimoni alla Downing Centre Local Court, dove l’ex voce della radio australiana affronta un’udienza destinata a protrarsi per diversi mesi. Jones, 85 anni, si è dichiarato non colpevole di tutti i 22 capi d’imputazione.
L’identità dell’uomo, come quella degli altri cinque denuncianti, non può essere pubblicata.
La Corte ha ascoltato la testimonianza secondo la quale Jones lo conobbe quando aveva 14 anni ed era una giovane promessa dell’atletica. Dopo averne elogiato le qualità sportive, l’ex allenatore dei Wallabies gli avrebbe regalato un telefono per mantenere i contatti.
In seguito gli avrebbe donato un’automobile e cominciato a versargli 400 dollari alla settimana, dicendogli che non era necessario informare altre persone perché si trattava di un regalo. Il giovane ha raccontato di essere rimasto profondamente colpito da quella generosità, che gli permetteva di dedicarsi allo sport.
I pagamenti sarebbero poi saliti a 600 dollari settimanali dopo uno degli episodi contestati. Secondo il denunciante, Jones gli avrebbe detto: “Sei stato davvero un bravo ragazzo. Ti darò più soldi”, dopo averlo baciato in modo indesiderato e soffocante.
La deposizione ha raggiunto il passaggio più grave quando l’uomo ha descritto un viaggio in automobile. Jones gli avrebbe afferrato e stretto i genitali mentre era alla guida, provocandogli un dolore intenso e facendogli deviare il veicolo dalla carreggiata.
“Ero intrappolato”, ha detto. “Avevo in macchina uno degli uomini più potenti del Paese e dovevo concentrarmi sulla strada”.
Il testimone ha dichiarato di non avere mai acconsentito ai palpeggiamenti, ai baci o alle altre effusioni che sarebbero avvenute nel corso di due anni, a partire dall’adolescenza. Ha tuttavia riconosciuto di non avere sempre reagito apertamente, perché temeva Jones e non voleva perdere la stabilità materiale ricevuta.
“Ho accettato quelle cose da lui - ha spiegato -. Avevo detto di sì alle sue avances? No. Ho fatto tutto il possibile per respingerlo? No, perché non volevo perdere ciò che mi dava”.
L’uomo ha riferito di essersi rassegnato all’idea che, ogni volta in cui si fossero trovati soli, Jones potesse rivolgergli baci insistenti e sgraditi.
Nove delle contestazioni mosse all’ex conduttore riguardano questo denunciante. Jones le respinge integralmente.
La sua legale ha anticipato che durante il controinterrogatorio metterà alla prova l’attendibilità e la coerenza del racconto, prospettando che le accuse possano essere state costruite.
Ieri, nel corso della prima giornata in tribunale, Jones era rimasto impassibile e aveva preso numerosi appunti. L’udienza è ripresa questa mattina dinanzi al giudice Glenn Walsh.