BRISBANE – Il governo statale introdurrà questa settimana in Parlamento nuove norme che prevedono una pena minima obbligatoria di 12 mesi di carcere per i recidivi accusati di gravi reati commessi mentre si trovano in libertà su cauzione.

Il premier David Crisafulli ha confermato che la misura si applicherà sia agli adulti sia ai minori e costituirà la nuova fase della politica “adult crime, adult time”.

La proposta creerà un nuovo reato che un giudice o magistrato potrà applicare quando una persona già comparsa davanti alla giustizia e ammessa alla libertà su cauzione viene accusata di uno dei 47 reati compresi nella legislazione “adult crime, adult time”.

L’elenco comprende, tra gli altri, omicidio, omicidio colposo, rapina e stupro.

“Queste leggi non riguardano chi commette per la prima volta un errore - ha dichiarato Crisafulli -. Riguardano il recidivo che è già comparso davanti a un tribunale, ha ottenuto la cauzione, conosce le condizioni e sceglie comunque di commettere un altro grave reato”.

Secondo il premier, la riforma darà al Queensland le norme sulla cauzione più severe del Paese.

Il ministro per la Giustizia minorile Laura Gerber ha presentato il provvedimento come una misura a tutela delle vittime.

“La cauzione è un privilegio, non un diritto - ha affermato -. Se questi recidivi la violano, devono andare in carcere”.

Il ministro di Polizia Dan Purdie ha sostenuto che gli agenti chiedono da tempo modifiche al sistema, frustrati da giovani fermati e poi rapidamente rimessi in libertà.

“Lo chiamano catch and release. Con breach bail, go to jail, questo finisce”, ha dichiarato.

La proposta incontra però una forte opposizione da parte degli operatori del settore minorile.

La direttrice generale dello Youth Advocacy Centre Katherine Hayes sostiene che il governo stia rafforzando un modello che non riduce la recidiva.

Secondo Hayes, i grandi centri di detenzione già sovraffollati rischiano di trasformarsi ulteriormente in “fabbriche del crimine”, con personale insufficiente e accesso limitato a istruzione e riabilitazione.

Il problema della capacità è già evidente.

I lavoratori dei centri di detenzione minorile sono rientrati oggi dopo uno sciopero di 24 ore, mentre le trattative con il governo su salari, carenze di personale e sicurezza restano bloccate.

L’Australian Workers Union ha riferito che tutti i centri dello Stato sono pieni e che altri 40 minori si trovano nei centri di custodia temporanea in attesa di un posto.

Anche prima della riforma, Queensland Corrective Services prevedeva tra 1.500 e 5.200 detenuti aggiuntivi entro giugno 2035.

Crisafulli ha respinto le critiche con una formula netta: “Preferisco avere più criminali in una cella che nel vostro salotto”.

Hayes sostiene invece che il governo stia intervenendo sui sintomi anziché sulle cause, indicando povertà, violenza domestica, uso di droga, abusi e abbandono scolastico tra i principali fattori che alimentano la criminalità minorile recidiva.