WASHINGTON - La tensione nello Stretto di Hormuz è esplosa nuovamente nelle ultime ore con una serie di scontri diretti che hanno visto gli Stati Uniti colpire installazioni militari e siti portuali iraniani.

Nonostante l’intensità del fuoco, il presidente Donald Trump ha gettato acqua sul fuoco, definendo l’accaduto una “semplice scaramuccia” e assicurando che il cessate il fuoco resta formalmente in vigore mentre proseguono i negoziati di pace. 

Secondo quanto riferito dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), lo scontro è iniziato quando le forze iraniane hanno lanciato missili, droni e piccole imbarcazioni contro tre cacciatorpediniere della Marina statunitense (la USS Truxtun, la USS Rafael Peralta e la USS Mason) mentre attraversavano il canale internazionale verso il Golfo dell’Oman. 

In risposta a quelli che il Pentagono ha definito “attacchi non provocati”, gli Stati Uniti hanno condotto raid di autodifesa contro obiettivi strategici in Iran, colpendo installazioni nelle province meridionali di Hormozgan, Bandar Abbas, Bandar Khamir e Sirik, oltre all’isola di Qeshm.

Il Centcom ha dichiarato di aver neutralizzato siti di lancio, centri di comando e controllo e nodi di intelligence responsabili dell’offensiva contro le navi Usa. Nonostante il comando iraniano Khatam al-Anbiya accusi gli Usa di aver colpito aree civili e due navi, tra cui una petroliera, il Pentagono assicura di aver mirato esclusivamente a infrastrutture militari senza subire danni alle proprie unità. 

L’escalation arriva dopo giorni di alta tensione, seguiti al lancio di 15 missili iraniani contro il porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Inizialmente, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth aveva minimizzato tali episodi definendoli “incidenti di basso livello”, una posizione che ha scatenato l’ira di Arabia Saudita ed Emirati.  

Secondo quanto riportato da Fox News, Riad avrebbe brevemente revocato agli Stati Uniti il permesso di utilizzare il proprio spazio aereo per l’operazione Project Freedom (la scorta delle navi commerciali), salvo poi ripristinarlo dopo chiarimenti diplomatici. 

Durante una visita a sorpresa al Lincoln Memorial, il presidente Trump ha ostentato sicurezza, minimizzando l’impatto militare degli scontri. “Oggi hanno scherzato con noi, ma li abbiamo spazzati via. Lo definisco un’inezia”, ha dichiarato alla stampa. “Il cessate il fuoco è attivo. È un fatto”. 

Trump ha poi collegato lo scontro ai negoziati in corso, confermando che la sua proposta per la fine della guerra è “più di un’offerta di una pagina” e ruota attorno alla totale rinuncia dell’Iran all’arsenale atomico. “Ci consegneranno la polvere nucleare e molte altre cose che vogliamo”, ha aggiunto il tycoon, ipotizzando che un accordo definitivo “potrebbe accadere da un giorno all’altro”.