Sono più di un miliardo i prodotti nel mondo riconoscibili grazie a quella fila di linee nere e numeri che è il codice a barre che celebra il suo 50o compleanno. Fu creato il 3 aprile del 1973 quando, negli Stati Uniti, le principali aziende del largo consumo decisero di introdurre un unico standard per l’identificazione dei prodotti. Ad inventarlo due studenti di ingegneria dell’Università di Drexel a cui il direttore di un supermercato aveva chiesto di lavorare all’idea di un codice per marcare i prodotti che permettesse il riconoscimento automatico alle casse e che velocizzasse code e pagamenti. Primo prodotto ad essere scansionato, un anno dopo, un pacchetto di gomme da masticare da 61 centesimi. Un’invenzione che ha rivoluzionato globalizzando l’identificazione di contenuti, aziende e provenienza e ora moltissime altre indicazioni e dati. I codici a barre Gs1 (i più diffusi) sono composti da 13 cifre, ovvero il prefisso aziendale che identifica l’azienda a livello internazionale; il codice del prodotto; una cifra di controllo, calcolata in base alle altre presenti nel codice tramite un algoritmo.
Intanto, sono sempre più diffusi codici di nuova generazione come i Qr code che rimandano a pagine web con informazioni utili per le aziende, le autorità di regolamentazione e i consumatori. L’organizzazione GS1 ha avviato dalla fine del 2020 un’iniziativa globale per la transizione a questi codici di nuova generazione, con l’obiettivo di realizzarla entro il 2027. I consumatori potrebbero accedere, tramite il link contenuto nel codice Qr, a informazioni sul prodotto: dagli ingredienti alle indicazioni per il riciclo, fino a offerte, valutazioni degli utenti, contenuti social e avvisi di richiamo. L’arrivo del codice a barre è stato rivoluzionario tanto che la BBC l’ha inserito tra le “50 cose che hanno reso globale l’economia”: ha cambiato per sempre il modo di fare acquisti, collegando un prodotto fisico a informazioni digitali che viaggiano senza ostacoli lungo tutta la supply chain, e continuerà a farlo anche negli anni a venire. I codici a barre di nuova generazione (come i codici QR bidimensionali) promettono infatti di cambiare ancora una volta la nostra vita.