CANBERRA – Il Partito laburista presenterà oggi alla Camera dei Rappresentanti la riforma sulle plusvalenze e sul negative gearing, nonostante gli avvertimenti di imprese ed economisti sui possibili effetti per investimenti, startup e produttività.

Il ministro del Tesoro Jim Chalmers porterà in Parlamento un unico disegno di legge che unirà più misure del budget: la revisione delle agevolazioni fiscali per gli investitori, un credito da 250 dollari l’anno per i lavoratori e una detrazione da 1.000 dollari.

La scelta di accorpare le misure ha anche un chiaro valore politico. La Coalizione ha promesso di opporsi agli aumenti fiscali, ma intende sostenere il credito per i lavoratori. Inserire tutto nello stesso testo costringe l’opposizione a scegliere se votare contro l’intero pacchetto o accettare anche le parti più contestate.

Secondo Chalmers, la riforma serve a rendere più equo un sistema che tassa il reddito da lavoro più severamente rispetto ai guadagni da investimento. Il governo sostiene che le attuali regole abbiano contribuito a escludere molti giovani dal mercato immobiliare, favorendo chi possiede già asset.

Dal luglio 2027, lo sconto fisso del 50 per cento sull’imposta sulle plusvalenze sarà sostituito da un sistema indicizzato all’inflazione. Nello stesso periodo, il negative gearing sarà limitato alle nuove abitazioni. Il governo prevede che queste modifiche aiutino più efficacemente i primi acquirenti a entrare nel mercato.

Il punto più controverso riguarda però la scelta di applicare il nuovo sistema non solo agli immobili, ma anche ad azioni e imprese. Il Partito laburista riconosce che questo crea problemi per le startup, spesso nate con una base di capitale iniziale molto bassa e poi vendute dopo una crescita rapida. Il governo sta consultando il settore su possibili correttivi, includendo anche l’Australian Chamber of Commerce and Industry, ma finora non ha promesso esenzioni degne di nota.

Andrew McKellar, CEO della Camera di Commercio, chiede di limitare la riforma alla casa e di lasciare fuori le imprese. A suo giudizio, colpire le plusvalenze aziendali ridurrà gli investimenti, danneggerà la competitività e peggiorerà il problema della produttività australiana.

Il governo replica che restringere la misura agli immobili creerebbe un’altra distorsione. Chalmers sostiene che l’obiettivo sia rendere più neutrale il trattamento fiscale del capitale. A suo giudizio, le abitazioni esistenti sono state compensate troppo, mentre investimenti come le azioni sono stati penalizzati.

Le esenzioni per le piccole imprese già esistono, ma il nodo è cosa succede alle aziende che crescono rapidamente. Richard Holden, professore di economia alla University of New South Wales (UNSW), avverte che il sistema rischia di punire proprio le imprese più dinamiche: quelle che passano da piccole realtà a società più grandi, con più occupazione e più produttività.

Il portavoce dell’opposizione al Tesoro Tim Wilson accusa il Partito laburista di “star azzoppando” le piccole imprese. Secondo lui, le deroghe attuali non bastano se l’ambizione del governo non è quella di mantenere le piccole imprese piccole.

La riforma dovrebbe passare con il sostegno determinante dei Verdi al Senato, ma il dibattito non si chiuderà con il voto. Il vero scontro sarà sull’attuazione: quanto spazio concedere alle startup e se una riforma nata per la casa finirà per riscrivere anche le regole dell’impresa.