C’è un’Italia che sopravvive nei reperti antichi, tra secoli di storia millenaria, imperatori immortali ed eroi leggendari. E ce n’è un’altra che continua a vibrare sotto le luci della notte, tra piste da ballo, melodie disco, glamour e rituali contemporanei. Il 6 giugno, al Melbourne Museum, queste due anime si incontreranno in ‘Discoteca Italiana’, evento speciale ideato attorno alla grande mostra ROME: Empire, Power, People. Una notte soltanto – dalle 7pm alle 11pm – per trasformare gli spazi del museo in un viaggio immersivo tra disco music, cultura pop, dolci italiani e atmosfere cinematografiche.

Sotto tre gigantesche mirror balls, tra cannoli itineranti, carrelli di gelato, espresso martini e cabine fotografiche dal gusto un po’ rétro, il pubblico sarà invitato a vivere un’Italia diversa da quella stereotipata da cartolina. Più sensoriale. Più teatrale. Ma, soprattutto, più notturna.

Ad accompagnare la serata saranno tre figure molto diverse tra loro, ma unite dalla stessa fascinazione per le melodie del Belpaese: Stefano Marcianò, conosciuto nella scena come Dischi Marcianò, la performer e dj Haley Tanzer – artisticamente Tanzer – e George Hysteric.

Per Marcianò, volto ormai noto dei grandi festival italiani in Australia, ‘Discoteca Italiana’ rappresenta quasi una sintesi del proprio percorso artistico. “Sono stato contattato dalla produzione dell’evento per suonare sia sul palco principale sia successivamente al Brunetti Classico Basement Bar”, racconta. “È bello poter contribuire a entrambe le dimensioni: quella dei grandi eventi e quella più intima degli aperitivi e dei piccoli locali da cui tutto è iniziato”.

La sua selezione musicale promette un attraversamento raffinato della disco italiana, tra classici e rarità. Tra i brani annunciati, anche “un remix inedito di Giuni Russo”, descritto come una vera “dancefloor weapon”. Ma al centro, spiega, non c’è soltanto la nostalgia: “La musica italiana ha sempre groove e anima. Non è fatta solo di build-up ed effetti epici: ti prende direttamente dai fianchi”.

Marcianò osserva anche come il rapporto degli italo-australiani con la musica italiana sia profondamente cambiato negli ultimi anni. “Per decenni qui si conosceva soltanto la musica portata dagli emigrati negli anni ’60, ’70 e ’80. Poi le nuove generazioni hanno ricominciato a viaggiare in Italia e lo streaming ha cancellato le distanze. Oggi il pubblico è molto più curioso”.

Più cinematografica, invece, la visione di Tanzer, cresciuta a Roma durante gli anni Novanta, periodo che ha segnato profondamente la sua estetica artistica. “Voglio che la gente entri nel museo e si senta dentro La Grande Bellezza”, racconta. “Una notte glamour, drammatica, romantica. Come se per qualche ora Nicholson Street si trasformasse davvero in Roma”.

Nei suoi set convivono disco, colonne sonore e suggestioni operistiche. Da Raffaella Carrà a Ornella Vanoni, passando per Ennio Morricone e i suoni più contemporanei de La Rappresentante di Lista. “Gli italiani hanno un rapporto immediato con il dramma e con l’emozione”, osserva. “È qualcosa che si sente nella musica, nell’opera, persino nel modo di stare in pista”.

Accanto a loro ci sarà anche George Hysteric, figura di culto della scena da ballo australiana. Pur senza origini italiane, da oltre vent’anni colleziona e suona la musica italiana degli anni ’70 e ’80. “Molti rimangono sorpresi quando scoprono che non sono italiano”, racconta sorridendo. “Ma questa musica fa parte della mia vita da tantissimo tempo”.

Il suo approccio sarà volutamente più ricercato e po’ underground: “Voglio che il pubblico ascolti canzoni che magari non conosce e si chieda: ‘Che cos’è questa meraviglia?’”. Nel suo set troveranno spazio melodie sintetiche, romanticismo, atmosfere malinconiche e pezzi oscuri dell’universo Italo Disco. “La musica italiana di quegli anni era l’incontro perfetto tra moda, arte, cultura e sentimento”.

Intorno alla musica, la serata costruirà un’esperienza incredibilmente multisensoriale: suggestioni esoteriche illuminate da candele, incursioni notturne nella Roma imperiale, dessert della tradizione firmati Brunetti e cocktail pensati per evocare l’atmosfera sofisticata dell’aperitivo nostrano.

Un modo diverso – forse il più contemporaneo – per raccontare l’Italia a Melbourne: attraverso la storia, certo, ma anche attraverso ciò che ancora oggi fa ballare, emozionare e stare insieme. “Qui le influenze del paesaggio sonoro italiano, un po’ come gli artefatti romani, sono innegabili”, conclude Marcianò. “E sono qui per restare”.