NEW YORK – Anthony Albanese chiederà una revisione dell’assetto internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale, sostenendo che molte delle strutture create allora non sono più sufficienti a rispondere alle condizioni geopolitiche attuali.

Nel discorso previsto all’Atlantic Council, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Albanese insisterà tuttavia sull’importanza di preservare le regole diplomatiche e rafforzare le alleanze in una fase di rapido cambiamento.

“Dalla fine della Guerra fredda, le ipotesi prevalenti nelle relazioni internazionali erano chiare: l’apertura equivaleva alla sicurezza, l’efficienza contava più della stabilità e le regole internazionali sarebbero state rispettate”, dirà Albanese.

Secondo il primo ministro, queste convinzioni si fondavano sull’aspettativa che l’influenza delle principali potenze democratiche sarebbe rimasta sostanzialmente incontrastata. “L’ordine mondiale del dopoguerra non è più adeguato allo scopo. Le istituzioni universali che restano necessarie non sono oggi sempre sufficienti per le sfide che affrontiamo”.

Albanese sosterrà che l’Australia deve contribuire a modellare il nuovo equilibrio internazionale senza abbandonare i principi e le regole che regolano i rapporti tra gli Stati.

Un punto centrale dell’intervento sarà la competizione strategica tra Stati Uniti e Cina nell’Indo-Pacifico, indicata come la questione più rilevante per la regione. L’Australia mantiene con Washington il proprio principale rapporto di sicurezza e con Pechino il più importante legame commerciale.

Il primo ministro avvertirà però che la regione non può essere letta soltanto attraverso la rivalità tra le due potenze. “L’Indo-Pacifico non è una scacchiera sulla quale le superpotenze muovono i pezzi. I suoi Paesi non sono spettatori: stanno plasmando il proprio futuro e scrivendo il proprio copione”.

Albanese riceverà all’evento il Global Citizen Award dell’Atlantic Council per il ruolo svolto nel rafforzamento delle alleanze e nella promozione della sicurezza e della stabilità nell’Indo-Pacifico.

Nel discorso dedicherà particolare attenzione anche al Pacifico e ai rapporti con Papua Nuova Guinea, ribadendo che la politica australiana nella regione deve fondarsi sul rispetto delle priorità, della cultura e della sovranità dei Paesi partner.

Albanese richiamerà inoltre il ruolo dell’ASEAN nel South-East Asia e la necessità di rafforzare la capacità economica tramite minerali critici ed energia, dopo le difficoltà nelle catene di approvvigionamento provocate dalla pandemia di COVID-19 e dalla guerra in Iran.