CANBERRA – L’Australia rischia di registrare uno dei tassi di inflazione più alti tra le economie avanzate, mentre la guerra in Medio Oriente continua a destabilizzare i mercati globali.

L’allarme arriva dal Fondo Monetario Internazionale, proprio mentre il ministro del Tesoro Jim Chalmers parte per Washington per partecipare agli incontri di primavera FMI-Banca Mondiale.

“È un momento davvero pericoloso per l’economia globale”, ha detto Chalmers prima della partenza, sottolineando che, pur essendo in una posizione relativamente migliore rispetto ad altri Paesi, l’Australia non potrà evitare le ricadute. “Non saremo risparmiati da questo shock economico molto rilevante”.

Le nuove previsioni del FMI ridimensionano leggermente la crescita: il PIL australiano è atteso al 2% nel 2026 (dal 2,1% stimato in precedenza) e all’1,7% nel 2027. Il dato più critico riguarda però l’inflazione, prevista al 4% nel 2026, un livello superiore a quello di Stati Uniti, Regno Unito e Nuova Zelanda.

Alla base del peggioramento c’è il conflitto in Medio Oriente, che ha interrotto la curva positiva dei mesi scorsi. La chiusura dello Stretto di Hormuz e gli attacchi alle infrastrutture energetiche hanno alimentato il rischio di una crisi energetica globale, con effetti diretti sui prezzi.

“Dal punto di vista economico, la fine della guerra non può arrivare abbastanza presto”, ha detto Chalmers. Tuttavia, anche in caso di cessazione delle ostilità, le conseguenze si faranno sentire ancora a lungo lungo le catene di approvvigionamento.

Lo scenario peggiore delineato dal FMI prevede una crescita globale al 2% nel 2026, prossima a una recessione. In questo contesto, il capo economista Pierre-Olivier Gourinchas ha invitato i governi a evitare misure fiscali generalizzate, come tetti ai prezzi dell’energia o sussidi indiscriminati, giudicati costosi e poco efficaci.

Il dibattito si riflette anche in Australia, dove il taglio delle accise sui carburanti rischia, secondo alcuni economisti, di mantenere alta l’inflazione più a lungo, riducendo gli incentivi a contenere i consumi.

La Reserve Bank osserva con cautela: le aspettative di inflazione sono in aumento nel breve termine, ma restano ancorate nel lungo periodo. Resta però l’incertezza sulla traiettoria dei tassi d’interesse.

Per il governo, la sfida sarà trovare un equilibrio tra interventi immediati e sostenibilità futura. Il prossimo bilancio si concentrerà su sicurezza energetica, catene di approvvigionamento e riforme economiche, in un contesto globale sempre più instabile.