MILANO - Sette derby senza vittorie e una sfida che va oltre la classifica. Cristian Chivu prepara l’Inter al confronto con il Milan chiedendo ai suoi giocatori carattere, equilibrio e determinazione. Per il tecnico nerazzurro, la posizione in campionato conta poco: a fare la differenza saranno l’atteggiamento e la capacità di gestire i momenti decisivi.
“Non dobbiamo guardare la classifica, non dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo fatto. Dobbiamo essere la nostra versione migliore, dobbiamo aggiungere qualcosina rispetto al passato”, spiega Chivu in conferenza stampa.
L’allenatore torna sulla serie negativa nelle stracittadine, senza cercare alibi ma sottolineando il peso degli episodi. Per invertire la tendenza serviranno maggiore attenzione e spirito di sacrificio.
“Se non vinciamo il derby da sette partite una domanda la si dovrebbe fare. Non vuol dire che i ragazzi non si sono impegnati, ma che gli episodi non sono stati con noi. Bisogna avere equilibrio e motivazione, bisogna fare qualche sacrificio in più rispetto alle altre partite”, osserva il tecnico.
“Dobbiamo trovare un po’ di provincialità quando non si ha la palla, fame e ordine e rimboccarsi le maniche senza avere la presunzione di pensare di avere giocatori forti che possono risolvere le cose”.
Nonostante l’importanza della sfida, Chivu invita a non considerare il derby decisivo per la corsa al titolo. Il campionato è ancora nelle prime fasi e gli equilibri possono cambiare.
“Siamo appena alla decima giornata. La storia e lo scorso campionato mi insegnano che un derby può anche non essere decisivo. Ovvio che è quella partita che potrebbe dare tanto a una squadra e togliere all’altra”, sottolinea l’allenatore, consapevole però del peso emotivo della stracittadina.
“Subentrano orgoglio e determinazione in più. Sentire i tuoi tifosi contenti, sai che se non la vinci escono fuori cose che non vorresti mai gestire. Dalle parole ai fatti la strada è lunga, bisogna dimostrare. Dobbiamo essere al massimo domani”.
Nessun pronostico, dunque, né vantaggi legati alla posizione in classifica. Per Chivu, il derby richiede qualcosa in più rispetto alle altre partite, soprattutto nella gestione della pressione.
“Non esiste un favorito nel derby. Le energie le trovi nella motivazione e nell’orgoglio di portare a casa una partita di questo tipo. Pressione c’è per tutti, bisogna pensare solo a fare le cose giuste, al momento giusto”.
Sul fronte della formazione, arrivano indicazioni positive da Marcus Thuram, protagonista nelle ultime uscite e pronto a dare il proprio contributo.
“Sta bene, l’ha fatto vedere nelle ultime partite. Quando un giocatore ha trovato la quadra giusta dal punto di vista della leadership, trova entusiasmo e fiducia appena segna e diventa determinante. Le energie le trova sempre. E le avrà anche domani, sono sicuro”.
Più prudente sulle altre scelte, anche a causa degli infortuni che limitano le rotazioni. Il tecnico cita Carlos Augusto e i giovani Bovio e Jakirovic, senza sbilanciarsi sull’eventuale impiego di Martinez: “Lo vedremo domani”.
Nel corso della conferenza stampa trova spazio anche il tema del nuovo stadio. Chivu comprende il legame dei tifosi con San Siro, dove ha giocato, ma riconosce la necessità di modernizzare le strutture e aumentare le risorse economiche del club.
“Sono anche pro innovazione, di quelle cose che possono creare cose importanti per la proprietà e per gli incassi. Il mondo va avanti, senza soldi nel mondo del calcio non sopravvivi. Ben vengano le cose nuove. Mi dispiace al tempo stesso per i malinconici come me, ma il mondo va avanti”.
Alla domanda sulla possibilità di allenare l’Inter nel futuro impianto, previsto per il 2031-32, il tecnico risponde con ironia, facendo riferimento alle pressioni che accompagnano il suo lavoro.
“Mancano quattro anni. Allenare l’Inter e affrontare giudizi e pregiudizi che diventano sentenze è dura. Se cambia la cultura sportiva e arrivano i risultati avrò meno capelli bianchi e non finirò in ospedale come qualche altro mio collega”.
Prima di pensare al futuro, però, c’è un derby da affrontare. L’obiettivo è interrompere la serie negativa e dimostrare sul campo i progressi compiuti dalla squadra, con quella fame e quella concretezza che Chivu considera indispensabili per tornare a vincere.