WASHINGTON - Israele e Libano hanno accettato di applicare un cessate il fuoco per fermare le ostilità, secondo l’amministrazione Trump, in un passaggio che potrebbe favorire i negoziati per chiudere la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.

L’intesa è subordinata alla cessazione completa degli attacchi da parte di Hezbollah e all’evacuazione dei suoi combattenti dal South Litani Sector, si legge in una nota congiunta diffusa dallo U.S. State Department dopo i colloqui a Washington. Le parti avevano già annunciato una tregua il mese scorso, ma i combattimenti erano proseguiti.

Israele aveva invaso il Libano a marzo per colpire Hezbollah, che aveva lanciato attacchi oltre confine a sostegno di Teheran. Per l’Iran, la fine delle ostilità in Libano è una delle condizioni per un’intesa con Washington sulla guerra più ampia.

La nuova apertura diplomatica perviene però in un contesto ancora instabile. Ieri (ora locale), Teheran ha colpito il Kuwait, danneggiando l’aeroporto e alcune sedi diplomatiche. Secondo le autorità kuwaitiane, una persona è morta e oltre 60 sono rimaste ferite. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno negato di aver preso di mira l’aeroporto, attribuendo i danni a missili intercettori americani fuori bersaglio. Washington ha respinto questa versione, sostenendo che i droni iraniani abbiano colpito deliberatamente l’area.

Lo US Central Command (CentCom) ha inoltre reso noto di aver condotto nuovi attacchi “difensivi” nel sud dell’Iran, contro siti di lancio missilistici e imbarcazioni iraniane sospettate di voler posare mine. Colpita anche l’isola di Qeshm, vicino allo Stretto di Hormuz.

Il prezzo del petrolio è salito di quasi il 2 per cento, mentre Hormuz resta in gran parte chiuso al traffico marittimo. Prima della guerra, dallo stretto passava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha detto che i colloqui con Washington non sono stati interrotti, ma non hanno registrato progressi. Teheran chiede accesso a miliardi di dollari di ricavi petroliferi, deroghe sulle esportazioni di greggio, la fine del blocco americano sui porti e margini di leva su Hormuz.

Donald Trump ha dichiarato che un passo avanti potrebbe arrivare già nel fine settimana, senza fornire dettagli. Il presidente sostiene che la sua priorità resti impedire all’Iran di ottenere armi nucleari. Teheran ribadisce che il proprio programma atomico ha finalità civili.

In Libano, intanto, la tregua resta fragile. Ieri, raid israeliani con droni hanno ucciso almeno sei persone nel sud del Paese e colpito un’auto a sud di Beirut. Netanyahu ha parlato di “disaccordi tattici” con Trump, ma ha detto che i due restano allineati sui punti principali riguardanti l’Iran.