TRENTO - Una Juventus competitiva, più italiana e soprattutto costruita per durare. Giovanni Carnevali, intervenuto al Festival dello Sport di Trento, ha tracciato la strada della sua nuova avventura in bianconero, soffermandosi sul rinnovamento della rosa, sulle difficoltà incontrate sul mercato e sugli obiettivi del club.
"Qual è il problema principale della Juventus? Sono arrivato da poco", ha esordito sorridendo l’amministratore delegato. "Sono abituato a guardare il presente e il futuro. Gli errori ci possono stare, anche in passato si è sempre cercato di fare le cose per bene. Una delle prime necessità era cambiare più giocatori possibile. Abbiamo fatto un rinnovamento, potevamo fare di più, ma era molto complicato. Con il tempo capirò dove possiamo migliorare e la mia esperienza sicuramente mi aiuterà".
Tra le priorità di Carnevali c’è anche quella di riportare maggiore italianità all’interno della rosa. "La mia idea è portare più giocatori italiani. Non è facile perché il mercato internazionale offre molto. Siamo la Juventus e abbiamo bisogno di giocatori forti: trovare italiani di alto livello non è semplice, ma la volontà è quella di inserirli".
L’inizio di stagione è stato condizionato anche dagli infortuni, con diverse pedine importanti costrette a lunghi stop. "Non devono essere un alibi, ma siamo stati sfortunati. Non mi era mai capitata una situazione del genere: Thuram e Yildiz fuori quattro mesi, Locatelli sei. Sono giocatori importanti e partire con queste assenze rappresenta un handicap. Ma, ripeto, non deve essere un alibi".
La fiducia nella squadra, però, non manca. "Parto dall’idea che la Juventus sia già competitiva. Dobbiamo lavorare, abbiamo cambiato tanto e servirà un po’ di tempo per crescere. La pressione si sente, ma fa parte del nostro lavoro. Meglio averla che non averla".
Ambizioni che valgono anche in Europa. Per Carnevali, la maglia bianconera impone di puntare sempre al massimo: "L’Europa League è impegnativa e lascia poco tempo per allenarsi, ma chi indossa questa maglia deve ambire a vincere qualsiasi cosa. Ci siamo e dobbiamo cercare di portarla a casa".
L’ad ha poi escluso un possibile ritorno di Antonio Conte sulla panchina bianconera e allontanato anche le voci su Alessandro Del Piero come possibile presidente. "So che Conte è un allenatore top, ma non è un nostro pensiero e non lo è mai stato. Oggi dobbiamo cercare di dare continuità. Se continuiamo a cambiare non costruiremo nulla. Ci sono stati troppi cambiamenti e anche degli errori, ma adesso dobbiamo creare una base solida".
Capitolo mercato. Il settlement agreement e i parametri Uefa hanno ridotto i margini di manovra della Juventus, costringendo la dirigenza a cercare soluzioni alternative. Carnevali ha raccontato anche il retroscena legato ad Alajbegovic: "Abbiamo rischiato di perderlo nell’ultimo giorno di mercato. Il Chelsea aveva già fatto un’offerta e rischiavamo di fare la stessa fine dell’Inter con Palestra. Non siamo competitivi sul mercato con le squadre che giocano la Champions League. Bisogna ingegnarsi e individuare le opportunità migliori, a volte rinunciando ad altre situazioni".
Un mercato complicato, dunque, ma dal quale Carnevali si dice soddisfatto. "Da dentro è stato faticoso, ma anche creativo. Siamo riusciti a ottenere quello che volevamo, compreso l’arrivo di Alajbegovic. Oggi il mercato è parecchio gonfiato. Bisogna essere chiari: non solo la Juventus, ma nessun club italiano può spendere 70-80 milioni per un giocatore".
Durante l’incontro sono arrivati anche i messaggi di Domenico Berardi, suo ex giocatore al Sassuolo, e di Evelina Christillin, che ha ricordato come già quattro anni fa avesse invitato Carnevali a sposare il progetto bianconero. Per il dirigente, ora, quella nuova avventura è diventata realtà: l’obiettivo è costruire una Juventus solida e competitiva, senza rinunciare all’ambizione di tornare a vincere.