CANBERRA – Si moltiplicano le richieste di dimissioni per il ministro per gli Affari dei Veterani Matt Keogh, mentre il governo federale conferma il tetto annuale di 5mila dollari destinato alle prestazioni sanitarie complementari per gli ex militari.
La misura, inserita nella manovra economica presentata a maggio, entrerà in vigore dal luglio 2027 e riguarda servizi come fisioterapia e altre cure fornite da professionisti sanitari non medici.
La senatrice indipendente Jacqui Lambie, ex componente dell’esercito, ha chiesto al governo di cancellare il limite durante un intervento al Senato nel quale ha raccontato anche la propria esperienza personale.
Lambie ha spiegato di avere sofferto negli ultimi sei mesi di un prolasso vaginale collegato a lesioni alla schiena riportate durante il servizio militare. A causa della scarsa disponibilità di ginecologi nelle aree rurali e regionali della Tasmania, ha pagato 7mila dollari per sottoporsi a un intervento a Canberra.
Secondo la senatrice, molte veterane non avrebbero la stessa possibilità economica e sarebbero costrette ad attendere l’approvazione del Dipartimento degli Affari dei Veterani, per poi cercare specialisti disposti ad accettare le tariffe offerte dal dipartimento.
“Sto implorando il primo ministro. Stiamo già soffrendo abbastanza. Eliminate quel maledetto tetto”, ha detto Lambie.
La Coalizione ha intensificato gli attacchi contro Keogh dopo che il ministro aveva inizialmente rifiutato un incontro a Parliament House con rappresentanti dei veterani, richiamando problemi di agenda.
Keogh ha successivamente riconosciuto che sarebbe stato un errore non incontrare immediatamente i gruppi e ha poi cambiato decisione.
Il bilancio federale prevede risparmi per 779 milioni di dollari nell’arco di quattro anni nel settore, mentre il governo sostiene di voler anche contrastare richieste economiche eccessive da parte di alcuni fornitori.
Il portavoce dell’opposizione per la Difesa James Paterson ha detto che la Coalizione non accetta però che i risparmi vengano ottenuti riducendo l’accesso alle cure.
“Il governo deve risparmiare denaro, ma non sulla sanità dei veterani”, ha dichiarato.
Paterson ha ricordato che si tratta di persone che hanno prestato servizio per il Paese e che possono avere riportato danni fisici proprio a causa di quell’esperienza.
La controversia mette ora il governo davanti a una scelta delicata: mantenere la misura per contenere la spesa oppure modificarla per evitare che il costo delle cure ricada direttamente sugli ex militari.