KIEV - Nella notte, un massiccio attacco combinato di droni e missili russi ha colpito ininterrottamente la capitale ucraina e diverse regioni del Paese, provocando distruzione, morti e feriti.
Il bilancio delle vittime continua purtroppo a salire: i morti accertati sono almeno 14 e i feriti 60, tra cui figurano anche due bambini. Nella sola regione di Kiev si contano dieci vittime nella capitale e quattro nei distretti periferici, tra cui quello di Bucha, ma i numeri potrebbero tragicamente aggravarsi poiché diverse persone risultano ancora intrappolate sotto le macerie degli edifici colpiti.
Nella sola città di Kiev sono stati presi di mira almeno 34 siti, dieci dei quali hanno subito danni pesantissimi, lasciando centinaia di famiglie senza una casa o senza i propri beni.
Secondo i dati diffusi dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’attacco ha assunto proporzioni enormi: dei 351 droni russi lanciati, 326 sono stati intercettati o neutralizzati attraverso il disturbo elettronico.
Diversa la situazione sul fronte missilistico: su 68 vettori di vario tipo, la contraerea è riuscita ad abbattere solo 37 missili da crociera (Kalibr e Kh-101). Nessuno dei missili balistici e ipersonici (tra cui sei Zircon e 23 Iskander) è stato invece intercettato.
Una vulnerabilità che ha spinto Zelensky a lanciare un durissimo appello diplomatico alla vigilia dei prossimi appuntamenti internazionali: “È tipico di Putin: subito dopo il Giorno dell’Indipendenza Usa e prima del vertice Nato ad Ankara. La Russia vuole portare più male e uccidere persone. Il rifornimento di missili intercettori è insufficiente. È di importanza critica che il mondo, prima di tutto gli Stati Uniti e i nostri partner europei, si prestino al vertice della Nato di Ankara con decisioni importanti in sostegno della nostra difesa aerea, e quindi per proteggere le vite di civili. Fino a che i missili Patriot rimangono nei dei depositi dei nostri alleati, la Russia sarà incoraggiata a continuare a radere al suolo edifici residenziali. Stati Uniti ed Europa sono abbastanza forti per fermare queste azioni di terrorismo”.
Questo raid sulla capitale è il secondo nel giro di pochi giorni, dopo quello della scorsa settimana che aveva provocato ben 31 vittime. L’offensiva russa di inizio luglio ha già causato in totale 50 morti tra i civili ucraini, colpendo non solo l’area di Kiev, ma martellando nei giorni scorsi anche Sumy, Kharkiv, Dnipro e, non ultima, la città portuale di Odessa, dove si registra un ulteriore ferito.
Da Mosca, il Cremlino ha giustificato l’operazione militare definendola una rappresaglia mirata.
Nel comunicato ufficiale del ministero della Difesa russo si legge: “La scorsa notte, in risposta agli attacchi terroristici del regime di Kiev contro le infrastrutture civili in Russia, le forze armate russe hanno condotto un massiccio attacco utilizzando armi a lungo raggio e alta precisione lanciate da terra, aria e mare, oltre a droni d’attacco. L’attacco ha colpito imprese dell’industria della difesa e impianti energetici e di carburante nella città di Kiev e nella regione di Kiev, nonché infrastrutture aeroportuali militari nelle regioni di Dnepropetrovsk, Poltava, Cherkassy, Chernigov e Kiev”.
L’intensificazione del conflitto si gioca però su due fronti. Parallelamente ai bombardamenti su Kiev, le forze ucraine hanno sferrato un duro attacco alle infrastrutture energetiche della Crimea, la penisola annessa dalla Russia. Il raid ha colpito duramente la città di Sebastopoli, lasciandola completamente senza elettricità dalla mattinata di lunedì.
Il governatore locale nominato da Mosca, Mikhail Razvozhayev, ha confermato l’emergenza tramite i propri canali social.
“A seguito di un attacco nemico contro le infrastrutture energetiche situate nei dintorni di Sebastopoli, la nostra città si è temporaneamente ritrovata senza elettricità. È stato messo in atto un regime speciale nei vari edifici, e le attrezzature collettive funzionano ora grazie a sistemi di alimentazione elettrica di emergenza. Gli specialisti stanno attualmente facendo tutto il possibile per ripristinare l’elettricità nelle abitazioni”, ha assicurato.