CANBERRA – La Coalizione voterà contro la riforma del governo sui social media, sostenendo che il progetto di legge sull’obbligo di tutela digitale attribuisca all’esecutivo poteri troppo ampi e possa aprire la strada alla censura politica.
La decisione è stata presa oggi durante una riunione del gruppo parlamentare, dopo che non erano mancate divisioni interne sulla posizione da assumere.
Il disegno di legge del Partito laburista imporrebbe alle piattaforme di individuare e ridurre l’esposizione dei minori di 18 anni a contenuti dannosi, compresi quelli che incoraggiano disturbi alimentari, pornografia, misoginia, bullismo e comportamenti pericolosi per la vita.
Per gli utenti adulti, le società dovrebbero invece individuare e rimuovere rapidamente materiale illegale, compresi contenuti che promuovono terrorismo, sfruttamento dei minori e violenza sessuale.
Uno dei punti maggiormente contestati riguarda la discrezionalità concessa al ministro delle Comunicazioni nel determinare quali categorie di materiale debbano essere classificate come dannose.
Il leader Liberale Angus Taylor ha affermato che la normativa, nella forma attuale, non è ricevibile.
“La realtà è che consegna al ministrp e al governo un assegno in bianco per la censura politica”, ha dichiarato.
Taylor ha precisato che la Coalizione riconosce i pericoli dei social media per i minori e si è detta disponibile a collaborare con il governo per contrastare contenuti capaci di provocare conseguenze gravi, compresi casi legati al suicidio.
“Quello che non sosteniamo è un disegno di legge sulla censura politica”, ha aggiunto.
La portavoce dell’opposizione per le Comunicazioni Sarah Henderson ha definito il testo affrettato e mal congegnato, accusando il Partito laburista di attribuire poteri troppo estesi al ministro competente.
La posizione della Coalizione sta a significare che il governo dovrà probabilmente cercare il sostegno dei partiti minori per approvare la riforma.
Separatamente, questa mattina il Senato ha approvato norme destinate a rafforzare il divieto dei social media per gli under 16, introdotto a dicembre e giudicato finora poco efficace.
Le nuove disposizioni consentono al commissario eSafety, al momento Julie Inman Grant, di obbligare le aziende a fornire informazioni utili alle indagini sull’uso delle piattaforme da parte dei minori.
La sanzione massima per le società che non rispettano gli obblighi salirà a poco più di 100 milioni di dollari. Finora nessuna azienda è stata multata per violazioni del divieto.
I Verdi hanno sostenuto il provvedimento, pur giudicando insufficienti le sanzioni, mentre la Coalizione ha votato contro. Taylor ha accusato anche in questo caso il governo di attribuire poteri eccessivi alle autorità.
Il Partito laburista ha inoltre annunciato che gli utenti potranno scegliere se mantenere feed governati dagli algoritmi oppure passare a una sequenza lineare che privilegi i contenuti pubblicati da amici e contatti.
Henderson ha riconosciuto la necessità di maggiore trasparenza sui meccanismi algoritmici, senza però sostenere esplicitamente la possibilità di rinunciarvi.
Il progetto sull’obbligo di tutela digitale resterà aperto alle consultazioni pubbliche fino alla fine di settembre.