BRUXELLES - Sedici squadre, una giornata di sport e un’intera comunità riunita attorno ai valori della condivisione e dell’inclusione. La quarta edizione della Coppa Italia Bruxelles ha confermato il successo di un’iniziativa nata per unire gli italiani residenti in Belgio attraverso il linguaggio universale del calcio.
A conquistare il torneo 2026 è stato il Viola Club, ma il vero vincitore della manifestazione è stato ancora una volta lo spirito di partecipazione che ha accompagnato giocatori, organizzatori e sostenitori per tutta la giornata.
La competizione, organizzata con il sostegno del Comites di Bruxelles, Brabante e Fiandre, ha coinvolto 16 squadre suddivise in quattro gironi da quattro formazioni, con una prima fase eliminatoria disputata nella mattinata e semifinali e finale nel pomeriggio. La formula, con squadre composte da cinque giocatori più il portiere, ha permesso di creare un torneo dinamico e aperto, capace di coinvolgere gruppi diversi accomunati dalla passione sportiva e dal legame con l’Italia.
Durante l’evento è emerso con forza il significato sociale della manifestazione. “È un’occasione unica per rinsaldare il valore sociale dello sport e l’inclusione attraverso il calcio”, è stato sottolineato da Claudio Vernarelli, portavoce del Comites di Bruxelles, Brabante e Fiandre, durante la giornata, con un ringraziamento rivolto alle 16 squadre partecipanti, presenti sia nell’edizione precedente sia in quella attuale.
Anche i protagonisti in campo hanno evidenziato il valore umano del torneo. Massimo Romagnoli, capitano della NFC Orlandina, formazione composta da siciliani residenti in Belgio, ha ricordato il percorso della squadra nelle precedenti edizioni, con un secondo posto, una vittoria e un altro secondo posto negli anni passati, sottolineando l’importanza dell’appuntamento come momento di aggregazione e ringraziando gli organizzatori e il Comites per l’opportunità offerta alla comunità italiana. “Questa partita di calcio è l’espressione dello stare insieme, dello stare insieme in comunità”, è stato il messaggio ribadito durante la manifestazione.
Dello stesso spirito hanno parlato anche Davide e Giorgia, rappresentanti di Cultura contro Camorra e Arci Bruxelles, alla loro quarta partecipazione al torneo. Per loro la Coppa Italia rappresenta un’occasione di condivisione con il resto della comunità italiana, un appuntamento capace di creare relazioni e momenti di incontro al di là del risultato sportivo. Tra le nuove partecipazioni anche quella della Scarback 04, rappresentata da Domenico, che ha raccontato l’entusiasmo per una prima esperienza vissuta all’insegna del divertimento e della convivialità: “Al di là delle vittorie e delle sconfitte, è un bel momento per stare insieme e condividere con la comunità italiana, ma anche oltre questa comunità, attraverso lo sport”.
La Coppa Italia Bruxelles si è confermata, così, uno spazio dove vecchie e nuove generazioni di italiani in Belgio possono incontrarsi, creare legami e rafforzare quel senso di appartenenza che continua a caratterizzare la vita delle comunità italiane all’estero.