MADRID - L’inaugurazione alla vigilia dell’autunno madrileno de La famiglia Cascella. Oltre il tempo, in programma all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid con taglio ufficiale domani, giovedì 25 settembre, rappresenta non soltanto il primo grande evento espositivo dedicato alla dinastia artistica abruzzese ospitato in Spagna, ma il punto di arrivo e insieme di proseguimento di un progetto culturale che, avviato durante le celebrazioni per la Festa della Repubblica del 2 giugno, ha voluto mettere l’Abruzzo sotto i riflettori dell’agenda culturale e istituzionale italiana a Madrid.

L’iniziativa, infatti, prende corpo in una cornice di promozione integrata promossa dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura, in sinergia con il Consiglio Regionale d’Abruzzo e l’associazione Casa Abruzzo, e si propone come “prototipo” di un percorso itinerante che porterà le opere e la storia dei Cascella in altri spazi istituzionali e culturali all’estero.

La mostra, curata da Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi con la supervisione scientifica dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Madrid insieme all’IIC, mette a sistema materiali di grande valore storico e opere emblematiche di cinque generazioni: dalle pitture e dalle riviste dirette da Basilio Cascella — testimoni di un impegno editoriale che arrivò a intrecciarsi anche con i primi fermenti futuristi, come dimostrano le pubblicazioni su La Grande Illustrazione e sull’Illustrazione Abruzzese — alle visioni paesaggistiche e di guerra dei figli Tommaso e Michele, fino alle sculture monumentali della generazione postbellica rappresentata da Pietro e Andrea Cascella; alla dimensione contemporanea della famiglia appartengono invece i lavori che esplorano fotografia, video e tecnologie digitali di Matteo Basilé (Matteo Cascella) e le ricerche sonore e i video-ritratti di Davide Sebastian (Davide Cascella).

Il progetto, nelle parole dell’ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi, “è una meditazione sul tempo, sull’arte come permanenza, sulle forme che ci riportano alle origini”. L’allestimento accosta opere pittoriche, sculture, ceramiche, illustrazioni, progetti editoriali, fotografie e installazioni sonore, restituendo una visione complessiva di una famiglia che, come ricordato, “seppe interpretare e anticipare i nuovi linguaggi in ogni epoca”, fino a giungere alle più avanzate ricerche sull’intelligenza artificiale.

Come sottolineato dalla direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Elena Fontanella, l’esposizione concepisce la famiglia come “un agente quantico che, a lungo nel tempo, si muove a suo piacimento e lo fa con il linguaggio universale dell’arte, un linguaggio vivo dove memoria e divenire trovano la loro traduzione in un’estetica di visioni, emozioni e suggestioni”.

Dal punto di vista del racconto espositivo, la mostra si avvale di prestiti provenienti da archivi privati e istituzionali — dall’Archivio Andrea Cascella al Museo Civico Basilio Cascella di Pescara, fino agli studi degli attuali membri della famiglia — e presenta, insieme alle opere, una ricca apparizione di riviste originali e materiali editoriali che permettono di ricostruire le relazioni culturali in cui i Cascella si sono trovati coinvolti, compresi i rapporti con i protagonisti del primo Novecento italiano.

Questo impianto interpretativo rende evidente come la famiglia abbia svolto il ruolo, al contempo, di laboratorio creativo e di snodo fra territori, committenze pubbliche e pratiche sperimentali, una dimensione che la curatela mette esplicitamente in relazione con la tradizione delle botteghe rinascimentali dove trasmissione e innovazione procedevano di pari passo.

Per il visitatore la sequenza tematico-cronologica prevista dallo spazio espositivo del’IIC consente di compiere un percorso che, partendo dalle radici ottocentesche di Basilio, attraversa i risvolti novecenteschi — con nomi come Tommaso, Michele e Gioacchino — per giungere agli interventi plastici e monumentali della generazione dei fratelli Pietro e Andrea; la presenza di opere e progetti di Pietro Cascella richiama inoltre il rapporto della famiglia con le committenze istituzionali italiane, ricordando come opere come il controsoffitto della Sala delle Conferenze Internazionali e altri interventi per la Farnesina siano parte della storia della Collezione Farnesina e del dialogo fra arte e diplomazia culturale.

La mostra, pensata come elemento centrale di un programma abruzzese più ampio già annunciato nelle iniziative del 2 giugno, accompagnate da proiezioni, presentazioni enogastronomiche e dall’esposizione nei giardini dell’Ambasciata di una scultura in alluminio di Pietro Cascella in vista dell’appuntamento autunnale, conferma la volontà istituzionale di utilizzare la cultura come leva di promozione territoriale e come forma di dialogo bilaterale con il pubblico spagnolo e le comunità italiane residenti. Dopo Madrid, la rassegna sarà ospitata in altri Istituti Italiani di Cultura nel mondo.