CHARLEROI – Quella di quest’anno non è stata una semplice edizione della tradizionale Primavera Molisana, ma un appuntamento pensato per intrecciare convivialità e memoria, trasformando una serata di musica, gastronomia e folklore in un’occasione per ricordare gli ottant’anni dell’emigrazione italiana in Belgio e rendere omaggio a quella generazione di uomini e donne che, con il proprio lavoro e i propri sacrifici, ha contribuito a costruire il futuro del Paese senza rinunciare alle proprie radici. Così, il 13 giugno scorso, l’associazione Campomolise, in collaborazione con il Comites di Charleroi, ha riunito circa 160 persone nella sala parrocchiale di Souvret, dando vita a un evento che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, membri della comunità molisana e italiana e numerosi ospiti legati al mondo dell’associazionismo e della cultura.

A raccontarne il significato è stato soprattutto Félicien Campanelli, rappresentante del folklore italiano in Belgio e della Regione Molise per i Molisani nel Mondo, che ha spiegato come la scelta di spostare la tradizionale manifestazione di maggio al mese di giugno sia nata proprio dalla volontà di dedicarla a una ricorrenza storica di particolare valore. “Quest’anno abbiamo deciso di non organizzare la consueta Primavera Molisana, ma di trasformarla in una festa speciale per celebrare gli ottant’anni dell’immigrazione italiana in Belgio”, racconta. “Sono state presenti circa 160 persone, insieme ai rappresentanti del Consolato e a diverse personalità impegnate nella promozione della nostra regione e della cultura italiana nel Paese. È stato un momento molto sentito”.

Il riferimento è all’accordo italo-belga del 23 giugno 1946, il cosiddetto Patto del carbone, che aprì la strada all’arrivo di migliaia di lavoratori italiani nelle miniere belghe e diede inizio a una delle pagine più significative della storia migratoria del Novecento. “Con il loro coraggio, il loro lavoro e i loro sacrifici, quegli uomini hanno contribuito a costruire il Belgio di oggi mantenendo vive, allo stesso tempo, le proprie tradizioni”, ricorda Campanelli.

La cena ha occupato un posto centrale nella serata: il menu ha proposto antipasti, pasta tradizionale, una parmigiana accompagnata dal contorno e, a chiudere il percorso gastronomico, un tiramisù preparato secondo la ricetta delle nonne. “Abbiamo voluto offrire piatti tipici della nostra terra e concludere con un dolce fatto davvero come una volta, preparato dalle nostre nonne”, spiega Campanelli.

La sala gremita di commensali per questa edizione speciale della Primavera Molisana.

Particolarmente sentito è stato anche il momento dedicato ai ricordi dei minatori italiani, figure simbolo della presenza italiana in Belgio, invitati a condividere la serata insieme ai partecipanti e a rappresentare con la loro presenza una storia che continua a parlare alle nuove generazioni. Un omaggio che ha assunto un significato ancora più profondo nel contesto dell’anniversario celebrato e che si inserisce nel più ampio lavoro di valorizzazione della storia dell’emigrazione portato avanti dall’associazione.

Ad accompagnare la festa è stata poi la musica, con un programma costruito all’insegna dell’incontro tra diverse esperienze e provenienze. Sul palco si sono esibiti Alessio alla voce e alla chitarra, Pietro all’organetto e lo stesso Campanelli al tamburello, affiancati dal gruppo folkloristico Terra Nostra, presenza costante delle iniziative promosse dall’associazione. “È stato bello ritrovarsi insieme con amici arrivati anche dalla Francia”, racconta il rappresentante molisano. “Pietro ha origini calabresi, mentre Alessio ha radici molisane e argentine. A rendere ancora più movimentata la serata è stato anche il cantante napoletano Giovanni De Simone. È stato davvero un momento di celebrazione dell’amicizia e condivisione attraverso la musica popolare”.

Si danza sulle note di famose canzoni popolari.

Per Campanelli, tuttavia, il lavoro di custodia della memoria non si esaurisce con questa manifestazione. Lo sguardo è già rivolto all’8 agosto, quando ricorrerà il settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle. “Come rappresentante dei molisani in Belgio ho invitato il presidente della Regione Molise e il presidente del Consiglio regionale affinché possano partecipare alla commemorazione”, spiega. “Stiamo organizzando la deposizione dei fiori al monumento e l’accoglienza della delegazione che incontrerà le famiglie dei sette minatori molisani che persero la vita in quella tragedia. Attendiamo ancora la conferma della loro presenza, ma il nostro impegno è quello di continuare a onorare chi ha pagato con la propria esistenza il prezzo dell’emigrazione”.