ROMA - Un’ondata di caldo senza precedenti sta soffocando gran parte dell’Europa, con temperature record che stanno mettendo sotto pressione reti elettriche, servizi sanitari e infrastrutture. Dall’Italia alla Spagna, dalla Francia alla Germania, milioni di persone stanno affrontando giornate caratterizzate da valori ben oltre le medie stagionali.

Nella Penisola l’allerta continua e si prevede che per la giornata di oggi saranno 17 le città contrassegnate dal bollino rosso del ministero della Salute. La stazione meteorologica di Peretola, a Firenze, ha registrato sei giorni consecutivi con temperature pari o superiori ai 36 gradi, un dato senza precedenti in oltre settant’anni di osservazioni. L’emergenza climatica sta provocando effetti concreti anche sulle infrastrutture.

L’aumento dei consumi energetici legato all’utilizzo massiccio di condizionatori ha causato blackout in diverse città, tra cui Milano, Napoli e Torino. La situazione appare ancora più critica in altri Paesi europei. In Spagna l’Agenzia statale di meteorologia mantiene attiva l’allerta per il terzo giorno consecutivo. In alcune aree si registrano temperature superiori ai 45 gradi, mentre anche durante la notte i termometri faticano a scendere sotto i 25 gradi.

In Francia è stata registrata la giornata mediamente più calda degli ultimi ottant’anni, con una temperatura media nazionale di 29,8 gradi, costringendo alla chiusura circa 1.800 scuole. L’ondata di calore ha avuto conseguenze drammatiche: negli ultimi cinque giorni quaranta persone hanno perso la vita per annegamento dopo essersi tuffate in laghi, fiumi e canali non sorvegliati nel tentativo di trovare sollievo dal caldo.

Anche il Regno Unito si prepara ad affrontare temperature eccezionali. Le autorità hanno disposto la chiusura di circa 300 istituti scolastici e non escludono che possa essere superato il record storico nazionale di 40,3 gradi registrato nel luglio 2022. In Germania, invece, le previsioni indicano possibili punte di 40 gradi, superiori al precedente record di giugno stabilito nel 2019.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il caldo estremo rappresenta ormai una vera emergenza sanitaria per l’Europa. Negli ultimi quattro anni le temperature elevate avrebbero contribuito a oltre 200mila decessi nel continente. Per limitare i rischi, numerose amministrazioni stanno adottando misure straordinarie.

A Bologna verranno installati nuovi punti di distribuzione di acqua pubblica, mentre in Emilia-Romagna è in vigore il divieto di lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata. Nelle Marche alcuni ospedali hanno attivato il cosiddetto “codice calore” per gestire l’aumento degli accessi legati alle alte temperature.

Intanto la Protezione Civile italiana ha emesso un’allerta per temporali intensi in diverse regioni del Centro-Sud. I fenomeni potrebbero essere accompagnati da grandinate, forti raffiche di vento e intensa attività elettrica, confermando l’estrema instabilità atmosferica che accompagna questa eccezionale ondata di calore.