CANBERRA - La National Agriculture and Quarantine Inspection Authority di Papua Nuova Guinea (PNG) ha comunicato la decisione di sospendere gli acquisti di prodotti avicoli australiani, includendo carne di pollo, uova e derivati.

La misura colpisce un mercato rilevante per Canberra: PNG è il principale cliente estero dell’Australia per la carne di pollo e assorbe circa la metà delle esportazioni complessive del settore.

Nel 2024-25, l’Australia ha prodotto 1,4 milioni di tonnellate di carne di pollo. La gran parte viene consumata sul mercato interno, ma le esportazioni hanno comunque raggiunto un record di 133 milioni di dollari nel 2023-24, soprattutto verso Pacifico e Sud-Est asiatico. Nell’esercizio 2022-23, le esportazioni di uova e prodotti a base di uova valevano 15,76 milioni di dollari.

Il Dipartimento dell’Agricoltura, Pesca e Foreste (DAFF) ha reso noto il blocco commerciale in un aggiornamento sull’accesso ai mercati. Il ministro competente Julie Collins ha definito la misura non necessaria, sostenendo che l’Australia resta libera dall’influenza aviaria H5 nei sistemi di produzione avicola e agricola.

“Continuiamo a seguire da vicino il rilevamento dell’influenza aviaria H5 nella fauna selvatica e stiamo lavorando attivamente per fornire le necessarie garanzie ai partner commerciali - ha detto Collins -. Siamo in contatto diretto con Papua New Guinea per rimuovere queste restrizioni commerciali non necessarie”.

Il caso nasce dopo che due uccelli selvatici trovati vicino a Esperance, nel Western Australia, sono risultati positivi al ceppo H5N1. Altri uccelli morti trovati nel South Australia e Western Australia sono in fase di analisi. L’Australian Centre for Disease Preparedness ha confermato venerdì scorso la presenza del virus in Australia.

Questa settimana Ingham’s, una delle maggiori aziende di lavorazione del pollame del Paese, ha limitato l’accesso ai propri stabilimenti nel Western Australia, vietando gli ingressi non essenziali dopo il rilevamento.

Secondo il DAFF, la presenza del virus in uccelli selvatici non modifica lo status australiano di Paese libero da influenza aviaria ad alta patogenicità nei sistemi avicoli. Le autorità sostengono che non vi siano prove di una diffusione stabile del virus nel territorio australiano. Il dipartimento ha precisato che l’Australia resta libera da HPAI nel pollame secondo gli standard internazionali della World Organisation for Animal Health.

La direttrice dell’Australian Chicken Meat Federation, May Wu, ha detto di non essere ancora in grado di commentare il divieto di PNG. Il DAFF continua a trattare con Port Moresby. Alcuni carichi, intanto, dovranno essere riportati in Australia.