CANBERRA - L’inflazione manda un segnale doppio alla Reserve Bank of Australia (RBA): il dato principale scende grazie al calo della benzina, ma la misura di fondo, elemento più determinante per la Banca centrale, continua a salire.

Secondo l’Australian Bureau of Statistics (ABS), l’inflazione annua principale è scesa al 4% nel mese di maggio, dal 4,2% di aprile, contro le attese degli economisti che prevedevano un lieve aumento. La frenata è stata trainata soprattutto dal calo dell’11,9% dei prezzi del carburante durante il mese.

Ma il dato meno confortante per la RBA è un altro. Il trimmed mean annuale, misura dell’inflazione di fondo che esclude le componenti dai prezzi più oscillanti come carburanti ed elettricità, è salita al 3,6%, dal 3,4% del mese precedente. Gli analisti si aspettavano un rialzo più contenuto, al 3,5%.

Per il consiglio di politica monetaria della RBA, il rapporto è quindi meno favorevole di quanto sembri in apparenza. La Banca centrale guarda con attenzione alla pressione di fondo sui prezzi, perché è quella che tende a indicare se l’inflazione si sta radicando nell’economia. La RBA prevede che il trimmed mean trimestrale raggiunga il 3,8% a giugno.

I costi abitativi restano il principale contributo all’inflazione annua, con un aumento del 6,5%. Sono una voce centrale per la Banca perché pesano molto nel paniere dei consumatori e tendono a scendere lentamente. Secondo Rachael McCririck, responsabile delle statistiche sui prezzi dell’ABS, il dato riflette l’aumento di elettricità, nuove abitazioni e affitti.

I costi dell’elettricità sono saliti del 21,1% rispetto a 12 mesi fa, dopo la fine dei rimborsi federali e statali che avevano ridotto le bollette delle famiglie. Anche il carrello della spesa mostra segnali preoccupanti: i latticini sono aumentati del 5,2% in un anno, mentre manzo e vitello sono saliti del 13,3% e agnello e capra del 14,8%, spinti dalla domanda estera di carne rossa australiana.

Marc Jocum, stratega del settore investimenti di Global X, ha detto che il risultato non porta buone notizie alla RBA. La dinamica, ha spiegato, somiglia a uno sconto alla pompa mentre il carrello del supermercato continua a diventare più caro.

Prima del dato, i mercati finanziari stimavano intorno al 30% la probabilità di un rialzo dei tassi nella riunione di agosto. La RBA ha già aumentato il costo del denaro tre volte nel 2026, ma gli economisti restano divisi sulla prossima mossa.

La Banca centrale deve contenere l’inflazione senza compromettere troppo il mercato del lavoro. I dati sull’occupazione, attesi domani, diranno se quel margine esiste ancora. Per ora, il messaggio è chiaro: la benzina aiuta il dato principale, ma non risolve il problema.