SENAGO (Milano) - Si trova in carcere Gabriele Popovici, il 18enne accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dopo l’incidente avvenuto a Senago nel quale sono morti tre ragazzi. Sull’auto finita nel canale Villoresi erano in nove. Alla guida c’era il giovane, accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dall’abuso di alcol. Il pm milanese Rosario Ferracane, titolare del fascicolo, ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per il ragazzo, detenuto a San Vittore da domenica sera. Secondo la Procura, la misura si giustifica per il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Il 18enne dovrà ora essere interrogato dal gip.
Lo stesso pm ha conferito l’incarico ai medici legali e disposto l’autopsia sulle tre vittime: i 17enni Lorenzo Benin e Riccardo Provasi e la 18enne Camilla Copparoni. Sebbene per legge non dovesse bere, perché neopatentato, il giovane è risultato positivo all’alcoltest. Gli altri sopravvissuti alla tragedia hanno riportato lievi ferite, per le quali potrebbe essere contestato anche il reato di lesioni. Gli inquirenti stanno cercando di capire perché sull’Audi A2 viaggiassero nove persone. Dai primi accertamenti è emerso che alla partenza da Paderno Dugnano e Cormano, Comuni di residenza dei ragazzi, non fossero in nove. Possibile che al ritorno sia saltato il passaggio previsto per una parte del gruppo o che una seconda auto abbia avuto un guasto.
Le perizie sul veicolo dovranno chiarire eventuali concause tecniche alla perdita di controllo. A cominciare dal sovraccarico: l’Audi A2 è infatti omologata per cinque persone e il peso trasportato potrebbe aver influito su sospensioni, telaio e pneumatici, aumentando il rischio di perdita di aderenza. Anche il diverso posizionamento dei passeggeri può aver modificato il baricentro dell’auto, amplificando sottosterzo e sovrasterzo e rendendo più difficile il controllo del mezzo in situazioni di emergenza.
In attesa delle ricostruzioni ufficiali, un’intera comunità piange la scomparsa dei tre amici, allievi e compagni di squadra tra calcio e pallavolo. “Ti avevo conosciuta da poco, mi aveva colpito il tuo sorriso e la tua voglia di giocare a pallavolo e di stare con il gruppo”, ha scritto una delle coach di Camilla sui social. “Ciao, la nostra squadra senza di te non sarà più la stessa, ci mancherai immensamente”, si legge in un altro messaggio, insieme a decine di saluti e ricordi dedicati ai tre giovani.