NEW YORK – Il Senato degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana, ha approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente Donald Trump in relazione all’Iran. Il provvedimento è passato con 50 voti a favore e 48 contrari.
La risoluzione chiede la fine del conflitto con Teheran in assenza di una specifica autorizzazione del Congresso, riaffermando il ruolo del legislativo nelle decisioni militari.
Pur avendo valore simbolico, il voto segna una presa di distanza significativa all’interno dello stesso Partito repubblicano. Quattro senatori repubblicani si sono infatti schierati con i democratici.
Tra questi ultimi si registra una sola defezione: il senatore John Fetterman ha votato contro il provvedimento, opponendosi a limitare i poteri del presidente.
Si tratta della prima volta in cui entrambe le Camere del Congresso hanno approvato una risoluzione concorrente che invita un presidente a porre fine a un’azione militare da quando, nel 1973, è stata approvata la War Powers Resolution.
Una risoluzione concorrente esprime la posizione o la volontà del Congresso, a differenza di altre forme di provvedimento legislativo che vengono trasmesse al presidente per essere promulgate. Nel 2019 Trump pose il veto a una risoluzione congiunta che chiedeva il ritiro delle forze armate dalle ostilità nella guerra civile in Yemen.
L’approvazione della risoluzione è considerata significativa perché aumenta la pressione sulla Casa Bianca affinché trovi una via d’uscita dal conflitto con l’Iran, mentre i prezzi dei carburanti sono aumentati e l’opposizione dell’opinione pubblica alla guerra si è intensificata.
Un funzionario della Casa Bianca ha tuttavia dichiarato alla BBC che, dopo il cessate il fuoco concordato il 7 aprile, non esistono più ostilità dalle quali ritirare le forze statunitensi. Lo stesso funzionario ha aggiunto che il provvedimento è stato approvato soltanto grazie all’assenza di due senatori repubblicani, Mitch McConnell e Dave McCormick.
Quattro senatori repubblicani hanno votato insieme ai democratici a favore della risoluzione: Rand Paul, Lisa Murkowski, Susan Collins e Bill Cassidy.